Le religioni misteriche dell’antica Grecia: dal culto di Dioniso al Pitagorismo

La Grecia, considerata la cudownloadlla dello spirito classico, del gusto dell’ordine e dell’armonia, in verità è il luogo dove i culti misterici hanno maggiormente prolificato.

Il culto di Dioniso era una delle più antiche religioni misteriche della Grecia, presumibilmente risalente all’epoca pre-ellenica, probabilmente di derivazione indo-iranica. Dionysos, è Div-an-aosha, il dio ariano della “bevanda dell’immortalità”, colui che siede vicino alla grande Dea Madre, che si ritrova in tutto il Mediterraneo preellenico.

In tutte le parti del mondo ellenico esistevano associazioni segrete, che celebravano Dioniso con un culto esaltato, danze a carattere sessuale, ebbrezza collettiva, sacrifici cruenti e pratiche magiche.

Di carattere più ufficiale erano i Misteri Eleusini, consacrati a Demetra, la dea greca delle messi, il cui scopo era celebrare l’unione di Zeus e della dea, ovvero del Cielo e della Terra, e di rinnovarla misticamente per assicurare la fecondità della natura. Il culto prevedeva spettacoli simbolici, il fulcro dei quali era la rievocazione del matrimonio sacro di Zeus e Demetra.

In essi si distinguevano i “piccoli” e i “grandi” Misteri, da cui la distinzione di due classi di iniziati: i mystai e gli epòptai, ovvero coloro i quali venivano iniziati per la prima volta e quelli che “hanno visto” e che sono dunque parte dei segreti misterici.

I Misteri di Orfeo erano incentrati sul mito di Zagreo – identico a Dioniso -, fatto a pezzi e resuscitato. La cosmogonia orfica somiglia molto alle dottrine egizie o indiane. L’Orfismo è caratterizzato dalle dottrine sulla salute dell’anima che, rinchiusa nel corpo come in una prigione, trasmigra continuamente da un essere all’altro in un ciclo senza fine. L’iniziazione, unita all’astinenza ed alla rinuncia, permette di rompere il “ciclo infernale” delle rinascite, l’eternità del dolore. Lo scopo è di liberarsene, e questa liberazione si realizza intraprendendo la vita orfica.

Infine il Pitagorismo, praticato da una setta mistica, scientifica, aristocratica strettamente imparentata con l’Orfismo, fondata da Pitagora a Crotone intorno al 530 a.C e spesso paragonato alla Massoneria. L’aspetto mistico del Pitagorismo nasceva dalla convinzione che attraverso il sapere, ci si liberava dal peccato dell’ignoranza, ci si purificava e ci avvicinava a Dio, l’unico a possedere tutta la verità.