Eurispes: gli italiani ai tempi della crisi? Vivono alla giornata. E sognano l’estero

Eurispes

 

E’ un documento corposo quello confezionato dall’istituto di ricerca Eurispes che ha presentato ieri il suo Rapporto Italia 2015. Una fotografia approfondita e sfaccettata del Bel Paese, scattata in un arco di tempo sufficientemente lungo (dal 15 dicembre 2013 al 5 gennaio 2015) a coglierne tutte le criticità.

Ciò che l’Eurispes ha immediatamente messo a fuoco è la cosiddetta “sindrome del day by day”, ovvero l’ormai consolidato orientamento degli italiani a vivere alla giornata. Senza crucciarsi troppo della stabilità ormai perduta. La condizione economica delle famiglie interpellate dall’istituto è, infatti, peggiorata nel 76,7% dei casi e la quota di connazionali che non riesce ad arrivare a fine mese con le proprie entrate si attesta al 47,2%, il 16,4% in più rispetto al 2014. Ma c’è di più: molti italiani, per far fronte alle spese mensili, sono costretti a mettere mano al salvadanaio: il 62,8% degli intervistati dichiara, infatti, di usare regolarmente i propri risparmi (era il 51,8% solo un anno fa).

In cima alle preoccupazioni degli italiani sembra esserci la casa: il 73,1% di coloro che hanno contratto un mutuo fatica a pagare le rate mensili, proprio come il 69,6% di coloro che vivono in affitto. Il 34,4% degli italiani interpellati dall’Eurispes dichiara, inoltre, di avere difficoltà a pagare le spese per i trasporti (pubblici e/o privati), mentre un allarmante 40,9% del campione confessa di non riuscire a sostenere le spese mediche.

E quando i soldi non ci sono, gli italiani cercano qualcuno che li possa aiutare. Le banche, innanzitutto, a cui si è rivolto il 33,3% del campione intervistato, incassando raramente (7 volte su 100) una risposta negativa. Chi è riuscito a ottenere un prestito bancario, lo ha chiesto, nel 42% dei casi, per l’acquisto di una casa; nel 29,3% dei casi, per estinguere debiti accumulati nel tempo; nel 23,9% dei casi, per saldare precedenti prestiti contratti con altre banche; nel 23,3% dei casi, per affrontare le spese necessarie all’organizzazione di una grande cerimonia (come un matrimonio, per intenderci) e nel 23,3% dei casi, per le cure mediche.

E coloro che non sono riusciti a ottenere un prestito bancario? Molti di loro, secondo l’Eurispes, si sono rivolti altrove facendo così aumentare la percentuale di italiani che hanno chiesto soldi “a strozzo” dal 10,1% dell’anno scorso al 15,5% di quest’anno. E inaspettatamente, a cadere nella rete dell’usura non sono stati solo i commercianti, ma anche i dipendenti pubblici e privati che, molto spesso, sono stati “soccorsi” da colleghi o parenti.

Ancora: per l’88,1% degli italiani intervistati dall’istituto di ricerca, la situazione economica del nostro Paese è peggiorata nel corso dell’ultimo anno e il 55,7% è certo che le cose non miglioreranno in quello appena iniziato. Il 33,9% ritiene, invece, che la situazione resterà stabile, mentre gli inguaribili ottimisti – ovvero coloro che sono pronti a scommettere sulla tanta agognata ripresa – rappresentano solo un risicato 4,6% del campione.

Tanto diffuso sconforto ha spinto il 39,5% degli italiani interpellati dall’Eurispes a dichiarare che vivere in Italia è, secondo loro, una vera e propria sfortuna (erano il 26% nel 2012). Da qui la forte propensione a congetturare un trasferimento all’estero: a pensarci seriamente sarebbe il 45,4% dei connazionali. Soprattutto gli studenti (quasi il 65% del campione intervistato) e coloro che sono alla ricerca di un nuovo lavoro (il 59,8%), magari perché quello che avevano lo hanno perso.