Pubblica Amministrazione: meno assenze tra i lavoratori. Ma resta fuori la scuola

Assenze

 

Gli ultimi dati pubblicati sul sito del ministero della Pubblica amministrazione, relativi al tasso di assenteismo tra i dipendenti pubblici nel 2014, certificano una generale e diffusa flessione.

Il calo di assenze (rispetto all’anno precedente) ha riguardato sia i forfait per malattia (-5%) sia i congedi o i permessi per frequentare corsi di aggiornamento (-2,9%). E sono diminuite dell’1,7% anche le assenze per malattia superiori ai dieci giorni. Ma va fatta un’importante precisazione: il monitoraggio del ministero non ingloba tutte le pubbliche amministrazioni del Paese e, cosa ancora più rilevante, ha lasciato fuori la scuola. Che cosa vuol dire? Che i dati diffusi dal dicastero testimoniano un orientamento di cui si deve certo tenere conto, ma senza illudersi che si tratti di una fotografia precisa ed esaustiva.

Ad ogni modo, stando a quanto verificato dai tecnici, il calo delle assenze ha riguardato tutto il territorio nazionale: nel Nord Est si è registrata una flessione del 4,5%, nel Nord Ovest del 3,4%, nel Centro del 5,4%, mentre al Sud e nelle Isole il tasso di assenteismo è sceso del 5,8% rispetto al 2013.

Ancora: i cali più significativi hanno interessato i ministeri (dove le assenze sono calate del 7%), le Asl (-6,2%) e i Comuni (-2,3%). Mentre gli enti di previdenza come l’Inps – a cui il governo Renzi vorrebbe affidare il compito esclusivo di controllare le dinamiche dell’assenteismo pubblico subentrando alle Asl – hanno fatto registrare un aumento significativo delle assenze, pari al 20,4%.