Sindacati: Camusso e Landini tra autocritica e invettiva

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:30

Landini e Camusso

 

Gli ultimi giorni, si sa, sono stati monopolizzati dai partiti politici. Che, tra presunti accordi traditi e improvvidi cambiamenti di linea, hanno, alla fine, eletto il dodicesimo presidente della Repubblica. Di tutt’altro si occupavano i leader della Cgil e della Fiom, Susanna Camusso e Maurizio Landini che, in un convegno organizzato a Lecco dall’Associazione Pio Galli, si interrogavano sul ruolo del sindacato.

“In passato – ha esordito la Camusso – una condizione di lavoro era di per sé una condizione di non povertà. Oggi noi abbiamo una parte consistente del nostro mondo del lavoro in cui la condizione lavorativa, anche a tempo pieno, è comunque una condizione di povertà. La prima domanda da porsi per affrontare il tema della rappresentanza – ha spiegato la sindacalista – è se il modello attuale riunifica o no il mondo del lavoro. In passato ci riusciva, oggi riesce solo a rappresentare una piccola parte di quello che si agita in un luogo di lavoro”.

Una parziale ammissione di colpa, che fà il paio con l’accusa che viene rivolta, con maggiore insistenza, alle organizzazioni sindacali, ovvero quella di non riuscire a rappresentare (e dunque tutelare) la flotta dei precari che naviga a vista, rischiando quotidianamente di annegare. C’è bisogno di una legge sulla rappresentanza – ha confermato Maurizio Landini – perché parlare oggi di rappresentanza significa porsi il problema di come estendere i diritti a tutti i lavoratori e di come permettere a tutte le persone che lavorano di avere una dignità”.

“I diritti non sono stati regalati, ma conquistati con le lotte dei sindacati”, ha rimarcato il numero uno dei metalmeccanici, che non ha lesinato l’ennesima “stoccata” al governo. Oggi siamo di fronte a una fase di liquidazione di quei diritti, e non perché sono cambiati i rapporti di forza all’interno delle fabbriche – ha puntualizzato Landini – ma perché siamo di fronte a dei provvedimenti legislativi che stanno liquidando lo Statuto dei lavoratori”.