Politica: Berlusconi is back. Ma se ne era mai andato?

Silvio Berlusconi

 

Il discorso pronunciato ieri dal neo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convinto praticamente tutti. Uno speech di poco più di 30 minuti nel corso dei quali l’ex giudice costituzionalista ha toccato – con la sobrietà che sembra caratterizzarlo – tutti i punti al centro dell’agenda politica e sociale del Paese. Strappando cauti consensi anche ai guardinghi pentastellati e ai forzisti che, proprio sul voto presidenziale, erano “inciampati” in diretta nazionale.

La giornata di ieri – segnata da un cerimoniale che a molti è apparso per lo meno anacronistico – ha fornito vari spunti di riflessione. E offerto su un piatto d’argento note di colore puntualmente documentate dai cronisti più solerti. A fare da location lo splendido salone dei Corazzieri  del Quirinale nel quale, dopo il giuramento prestato alla Camera, Sergio Mattarella ha chiamato a raccolta politici ed esponenti della società civile. Non è passato inosservato Silvio Berlusconi, che gli analisti politici dipingevano come un “pugile suonato” costretto all’angolo da Matteo Renzi.

L’ex Cavaliere è apparso ieri in gran forma. Ha dispensato strette di mano e larghi sorrisi a tutti e non si è sottratto ai microfoni dei giornalisti che hanno tentato di strappargli un commento sull’operazione Mattarella. Se abbia scelto di fare buon viso a cattivo gioco o sia realmente convinto che quanto accaduto lo scorso week end (il presunto tradimento renziano del patto del Nazareno) non rappresenti un ostacolo alla sua azione politica, è cosa difficile da comprendere.

Di certo c’è che con la sua uscita in pubblico, il leader di Forza Italia è riuscito a silenziare i rumors di coloro che lo descrivevano livido e furente. E intenzionato a dichiarare guerra al giovane presidente del Consiglio che aveva osato “impallinarlo” sulla nomina del successore di Napolitano. Il volto disteso del senatore decaduto ha incoraggiato tutt’altra lettura, ma nulla può essere dato per certo. Dietro le solite barzellette, le punzecchiature spiritose col premier, gli immancabili “scivoloni” con Rosy Bindi e le inattese aperture di credito agli avversari più convinti come Nichi Vendola (col quale l’ex Cav si è intrattenuto amichevolmente per qualche minuto), potrebbe, infatti, annidarsi un risentimento che Berlusconi ha saputo ben “schermare”. E che potrebbe, al momento opportuno, palesare per “rottamare” i negoziati avviati con Matteo Renzi.

Sia come sia, Silvio Berlusconi non pare intenzionato a farsi da parte. Con buona pace di quanti ne celebrano periodicamente il “funerale politico”, il leader di Forza Italia si è ieri riappropriato della scena (ammesso che l’avesse mai abbandonata), recuperando – a suo modo – quell’agibilità politica di cui la legge Severino lo ha privato più di un anno fa. Con lo sfarzo del palazzo quirinalizio a fargli da cornice.