Fiat, operai licenziati a Mattarella: Se sei dalla parte dei deboli, aiutaci

Licenziati Fiat

 

Il neo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dovrebbe aver ricevuto ieri le lettere scritte da 5 ex operai della Fiat di Nola e di Pomigliano d’Arco (provincia di Napoli), licenziati nel giugno scorso per aver inscenato l’impiccagione e il funerale di Sergio Marchionne, con tanto di fantoccio, corda, bara e lumini accesi.

I 5 operai hanno raggiunto ieri la Capitale per consegnare personalmente le loro missive al capo dello Stato, ma solo a uno di loro sarebbe stato consentito di accedere al palazzo e di affidare a un collaboratore del presidente le lettere. Nelle quali gli ex dipendenti della Fiati hanno sostanzialmente chiesto a Mattarella di farsi carico della loro situazione.

Nel giorno in cui il dodicesimo presidente della Repubblica ha prestato il suo giuramento alla Camera, Marco Cusano, uno degli operai arrivati ieri ai piedi del Quirinale, si è simbolicamente crocifisso davanti allo stabilimento di Pomigliano, definendo il Jobs Act la fine dei diritti. I loro licenziamenti sono scattati, infatti, per effetto delle misure previste dalla nuova riforma del lavoro targata Matteo Renzi. Se lui è il presidente dei più deboli – aveva detto Cusano riferendosi a Mattarella – allora ci deve aiutare perché noi siamo dei poveri cristi”.

“Abbiamo preso al volo le parole del presidente che ha detto di voler aprire le porte ai poveri gli ha fatto eco ieri Mimmo Mignano, altro ex operaio Fiat e leader del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati di Pomigliano – Noi siamo i primi licenziati del Jobs Act e chiediamo al presidente della Repubblica di intervenire perché siamo licenziati politici per discriminazione”. 

Non solo: tra le richieste avanzate al capo dello Stato, ci sarebbe anche quella di fare in modo che i dettami della legge Fornero – che prevede l’avvio di un’udienza a 40 giorni di distanza dal licenziamento – vengano applicati. “La causa è stata spostata di quasi un anno”, ha dichiarato Mignano, che prefigura tempi sempre più duri con l’approssimarsi della scadenza della disoccupazione. Resteremo a reddito zero – ha tagliato corto l’ex dipendete della Fiat – siamo in una difficoltà enorme”.