L’Europa gela l’Italia: Pil fermo allo 0,6%

EU wins Nobel Peace Prize for advancement of democracy

 

Il tutto verrà ufficializzato oggi, nel corso della mattinata, ma corre voce che la Commissione europea abbia stimato, per l’Italia, una crescita ben più frenata di quella vaticinata, negli ultimi giorni, da alcuni osservatori interni.

Stando a quanto filtrato ieri, infatti, l’Europa avrebbe confermato le stime di novembre sul Pil italiano che, a parere dei tecnici di Bruxelles, nel 2015, non supererà lo 0,6%. E c’è di peggio: se a novembre, la Commissione prevedeva che il tasso di disoccupazione italiana si sarebbe fermato (si fa per dire) al 12,6%, adesso si sarebbe convinta che esso sia destinato a salire raggiungendo quota 12,8%. Unica nota positiva, il rapporto deficit/Pil che, stando alle solite indiscrezioni, si attesterà al 2,6% (-0,1% rispetto alla stima di novembre).

Le previsioni attribuite all’Europa tratteggiano un quadro non troppo felice per il nostro Paese. Soprattutto in riferimento al debito pubblico che continuerebbe a pesare come un macigno. Problemi strutturali di lunga data hanno ridotto il potenziale di crescita”, ha commentato ieri l’agenzia di rating Fitch, secondo la quale né il calo del costo del petrolio, né l’avvio delle riforme né l’iniezione di liquidità prevista dal Quantitative Easing basteranno ad assicurare all’Italia quel cambio di passo necessario a segnare l’inizio della ripresa. Almeno nel 2015.