Confcommercio: consumi ancora al palo, ma va meglio di due anni fa

Consumi

 

Il mese di dicembre, si sa, è quello in cui – complici le festività – gli italiani sono soliti spendere di più. Eppure, secondo l’indicatore dei consumi Confcommercio (Icc), non è andata esattamente così perché, nell’ultimo mese del 2014, i consumi hanno fatto registrare una flessione dello 0,1% rispetto a novembre e dello 0,8% su base annua.

In tutto il 2014, i consumi sono calati dello 0,7%, ma Confcommercio si è sforzata di leggere il dato positivamente evidenziandone la netta attenuazione rispetto ai crolli dei due anni precedenti (-6,7% in tutto). Come dire che gli italiani continuano a non mettere di frequente la mano al portafoglio (che rimane spesso vuoto, dopo aver pagato bollette e tariffe varie), ma cominciano a farsi meno oculati negli acquisti.

Tornando ai dati forniti da Confcommercio, la riduzione dei consumi dello 0,1% rispetto al mese di novembre è il risultato di un leggero aumento dello 0,1% della domanda di servizi neutralizzata, però, dal calo dello 0,2% dei beni. Più nel dettaglio: a dicembre, è aumentato dello 0,5% il consumo di beni e servizi per la mobilità, dello 0,2% il consumo di pasti fuori casa e degli alberghi e dello 0,1% il consumo di beni e servizi ricreativi. Anche l’abbigliamento e le calzature hanno fatto registrare un aumento dello 0,1%, ma si è trattata di una stima ben al di sotto delle previsioni, essendo (come già accennato) il mese di dicembre quello in cui si concentrano gli acquisti per i regali di Natale. Segno meno, invece, per i beni e i servizi per le comunicazioni (-0,5%), per gli alimenti e i tabacchi (-0,5%), per i beni e i servizi per la casa (-0,3%) e per quelli per la cura della persona (-0,3%).

Quanto al confronto con l’anno precedente, a dicembre 2014, sono calati dell’1,3% i consumi dei servizi e dello 0,6% quelli dei beni. A far registrare performance positive sono stati solo i beni e i servizi per le comunicazioni (+1,9%) e i beni e i servizi per la mobilità (+1,4%). Mentre a contrarsi significativamente sono stati i consumi  di beni e  servizi per la casa (-1,7%), di alimenti tabacchi (-1,4%) e di alberghi e  pasti fuori casa (-1,3%). Stime meno allarmanti, ma comunque negative, sono quelle relative ai consumi di beni e servizi per la cura della persona (scesi dell’1,2%) e quelle che riguardano l’abbigliamento e le calzature, i cui consumi sono andati giù dell’1%.

E in futuro? Secondo Confcommercio, nel mese di febbraio, i prezzi scenderanno dello 0,1% rispetto a gennaio e dello 0,6% su base annua, consolidando la tendenza deflazionistica in corso da qualche mese.