Isis, bombe sulla Sicilia? Ma il documento ‘The Islamic State 2015’ dov’è?

La presunta mappa de 'The Islamic State 2015'Da qualche giorno circola con insistenza – riportata con sicurezza da fonti più o meno autorevoli (ivi compresi i classici siti cospirazionisti e le grandi agenzie di stampa tricolore) – la voce secondo la quale sarebbe stato pubblicato un pamphlet (‘The Islamic State 2015’) in cui sarebbero illustrate le strategie offensive prossime venture del sedicente Stato Islamico.

Secondo il portale wikilao.com (il primo ad aver parlato di questo dossier)

Il documento, “di chiaro stampo propagandistico”, contiene le istruzioni per raggiungere i campi di combattimento dello scacchiere siro-iracheno. Si presume sia stato concepito prevalentemente “per popolare il sedicente Stato islamico di nuovi combattenti” e “per contrastare gli sforzi anti-foreign fighters che si andranno a mettere in campo anche sul piano della narrative”.

Ma non solo: il documento sarebbe utile a mostrare come l’Europa sarebbe destinata allo scacco

Il documento – con tanto di illustrazione artigianale composta su una mappa di Google lavorata – prospetta un attacco da tre fronti con “l’accerchiamento dell’Europa” e la sua “cattura” da parte del “Califfato Islamico Globale”: “da ovest (Spagna), dal centro (Italia, Roma) e da est (Turchia, Costantinopoli/Instabul)”, come si legge nella didascalia della piantina.

C’è anche una considerazione tecnica messa in evidenza e riguarda gli M-75 “usati da alcuni gruppi jihadisti oggi (da Hamas, per esempio)”: “osserviamo che possono percorrere una distanza di 170 chilometri”. “Se Al Qaeda nel Maghreb Islamico lanciasse missili dalla costa tunisina verso l’Italia la potrebbero raggiungere”. L’obiettivo, poi, è ancora una volta indicato in Roma, il nome della quale, come d’altronde quello stesso del nostro Paese, è cerchiato in rosso.

Insomma, l’Italia dovrebbe temere l’Isis che, grazie all’uso di un determinato tipo di missile a lunga gittata (in tal senso, altri siti che riportano la news ci propongono un numero ancor maggiore di missili pronti a colpirci), sarebbe pronto a colpire direttamente il Bel Paese.

Lungi dal voler sottovalutare la minaccia rappresentata dall’Isis (nazione sorta anche a causa delle improvvide velleità belliche statunitensi e che rappresenta un problema in primo luogo per gli stati vicini, frattanto religiosamente contigui), approfittiamo di questo articolo per evidenziare solamente come nel web non italiano non vi sia nessuna fronte a parlare di questo pamphlet.

Cercando sul web non italiano “The islamic state 2015” è possibile trovare solo una serie di articoli dedicati al documento Women of the Islamic State: Manifesto and Case Study, rivolto alle donne dello Stato Islamico (un documento comunque delirante, come potrete notare leggendo l’articolo de ‘The Guardian’ al riguardo) e poco altro: nessun riferimento a questo presunto dossier che dovrebbe farci temere per futuri attacchi, né nulla di simile.

Eppoi, diciamocela tutta: se l’Isis stesse programmando una serie d’attacchi contro l’Occidente farebbe uso solamente di mappe di Google modificate con Paint (come quella che vi offriamo come corredo all’articolo?)