Lo Svimez rimpiange la riforma Fornero: Avremmo recuperato più reddito perso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:04

Italy's welfare minister Elsa Fornero br

 

Non c’è niente da fare: chiunque sia l’osservatore o qualunque sia l’oggetto posto alla base dell’indagine, quello che emerge è sempre lo stesso quadro. Il Sud del nostro Paese è in perenne difficoltà e la sua popolazione fatica, più che altrove, a rimanere a galla.

L’ultima conferma è arrivata dallo Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno), che è partito da un dato generale: il calo del 9% del potere d’acquisto degli italiani, tra il 2007 e il 2012. Con i contraccolpi più pesanti che, come è facile prevedere, si sono registrati al Sud.

Nel dettaglio: nel periodo preso in esame, il reddito di una famiglia del Sud con un capofamiglia under 35 e un tasso di occupazione inferiore al 50% è calato del 24,8%. Mentre il reddito della stessa famiglia con lo stesso capofamiglia al di sotto dei 35 anni e lo stesso tasso di occupazione, ma residente al Nord è salito dell’1,7%.

Dalla fotografia scattata dallo Svimez emerge, insomma, con evidenzia la distanza tra il Nord e il Sud della Penisola dove (neanche a dirlo) a pagare il prezzo più caro sono i giovani. Nella famiglie del Mezzogiorno “guidate” da chi i 35 anni li ha già passati, infatti, il reddito è aumentato del 4,6%, ponendosi ben al di sotto del 10,5% raggiunto dai capofamiglia over 35 del Nord. Ma tant’è, almeno la stima è risultata positiva.

Per porre un argine all’emorragia dei redditi degli italiani, sono stati messi in campo i cosiddetti ammortizzatori sociali che, stando alle stime dello Svimez, tra il 2008 e il 2012, hanno permesso di recuperare il 15,6% del reddito perso (il 16,7% al Nord e il 13,2% al Sud). Ma è a questo punto che lo studio dell’associazione ha introdotto un elemento a dir poco inatteso spiegando che, secondo i calcoli dei tecnici, se la riforma proposta dall’ex ministro Elsa Fornero fosse stata applicata, avrebbe permesso il recupero del 19,8% del reddito perso a livello nazionale, con vantaggi particolarmente importanti per i giovani del Sud.

“In Italia – ha spiegato lo Svimez – il sistema di welfare non è riuscito ad adeguarsi alle trasformazioni del mercato del lavoro: manca uno strumento di sostegno al reddito minimo, l’assistenza sociale viene pensata esclusivamente per gli anziani e gli ammortizzatori sociali si rivolgono pressoché esclusivamente ai lavoratori a tempo indeterminato. La riforma Fornero – ha osservato l’associazione – ha iniziato a ridurre lo squilibrio delle tutele tra lavoratori tipici e atipici, giovani e meno giovani, Sud e Nord, ma i divari restano ancora sostanziali”. “In un Paese sempre più povero e diseguale – ha concluso lo Svimez – serve un ripensamento del sistema di protezione sociale nella direzione di una maggiore coesione sociale e territoriale”. Cosa vuol dire? L’introduzione di un sussidio di disoccupazione universale e l’avvio di politiche orientate alla creazione di nuovi posti di lavoro.

 

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