Confcommercio: a dicembre meno disagio sociale

Disagio sociale

 

L’ufficio studi della Confcommercio si occupa (tra le altre cose) di testare mensilmente il livello di disagio sociale degli italiani. Ebbene, stando agli ultimi rilevamenti, relativi a dicembre 2014, tale livello si sarebbe abbassato attestandosi a quota 21 punti (-1 rispetto a novembre).

Un segnale positivo, ma che non può giustificare troppo entusiasmo, dal momento che i valori registrati negli ultimi anni sono ancora lontanissimi da quelli rilevati negli anni precedenti alla crisi: il Misery Index del 2007, per intenderci, non superava i 12 punti. Ma la Confcommercio ha voluto vedere il bicchiere mezzo pieno: “Questa riduzione dell’indicatore macroeconomico di disagio sociale – hanno osservato i tecnici in una nota – costituisce un buon presupposto per la ripresa economica del 2015″.

Ma come si calcola il Misery Index? Prendendo in esame tre parametri fondamentali: la disoccupazione ufficiale, quella estesa (che comprende, cioè, anche i cassintegrati e gli scoraggiati) e la variazione dei prezzi di beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto. Secondo i calcoli dell’ufficio studi della Confcommercio, nell’ultimo mese del 2014, la disoccupazione ufficiale si è attestata al 12,9% (-0,4% rispetto al mese precedente), quella estesa al 16,9% (-0,4%) e i prezzi dei beni e dei servizi sono diminuiti dello 0,5%.

Più precisamente: il numero dei disoccupati è diminuito di 109 mila unità rispetto a novembre, quello degli occupati è aumentato di 93 mila unità su base mensile, mentre il numero degli scoraggiati è risultato in crescita di 9 mila unità. In aumento anche le ore di cassa integrazione, passate dagli 85 milioni di novembre agli 89,4 milioni di dicembre.

A conti fatti, il quadro risulta ancora fortemente compromesso, ma per alcuni osservatori – come la Confcommercio appunto – è possibile rintracciare i prodromi di una lenta ripresa.