Bankitalia: Debito pubblico sempre più alto

Debito pubblico

 

Ma quale spending review? E quale razionalizzazione dei costi? Il debito pubblico italiano, nel corso del 2014, ha continuato a salire. A darne notizia è stata ieri la Banca d’Italia che ha reso noti i dati dell’ultimo rilevamento sul debito e il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche.

Il debito pubblico ha raggiunto, a fine 2014, i 2.134,9 miliardi di euro (oltre 66 miliardi in più rispetto all’anno precedente). Più precisamente: il debito delle amministrazioni centrali si è attestato a quota 2.035,6 miliardi di euro (+75,6 miliardi in un anno), quello delle amministrazioni locali è sceso a 99,2 miliardi di euro (-9,4 miliardi su base annua), mentre il debito degli enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato. Cosa vuol dire? Che nell’arco del 2014, è stato solo la Stato “spendaccione” a far lievitare il nostro debito nazionale.

Ma c’è di più: stando a quanto reso noto dalla Banca d’Italia, l’aumento del debito pubblico è stato di poco superiore al fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, pari a 65,8 miliardi di euro. Sul fabbisogno ha inciso per 4,7 miliardi il sostegno finanziario ai Paesi dell’area Euro (che era stato di 13 miliardi nel 2013). Nel dettaglio: tra il 2010 e il 2014, l’Italia ha sborsato 60,3 miliardi di euro per dare una mano ai partner in difficoltà. Dieci miliardi sono stati elargiti a favore della Grecia (nella prima tranche di aiuti messi a disposizione dello Stato ellenico), 14,3 miliardi stanziati nello European Stability Facility e altri 36 nello European Financial Stability Facility. Mentre – è bene rimarcarlo – il nostro debito pubblico non ha mai smesso di crescere.