Sanremo: trionfa il Volo e vince il talento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:38

il voloSanremo 2015: vince il talento. E’ proprio il caso di dirlo. L’edizione di quest’anno, targata Carlo Conti, incassa subito la prima vittoria. A vincere è infatti il talento e la voce di un trio straordinario Il Volo.

Due siciliani e un abruzzese. Due tenori e un baritono. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble sono tre veri fenomeni. Hanno un carisma, una voce, una spontaneità e umiltà non comune. E l’Italia li ha premiati, portandoli sul podio più alto della musica italiana. Con “grande amore“, la canzone che hanno portato al Festival, Il Volo ha letteralmente trionfato in sala. Tantissimi applausi. E se qualcuno ha avuto da ridere sul loro abbigliamento, (c’è chi ha detto che sono antichi) di certo nulla potrà sulla voce.

Ma si sa, nel gran calderone della televisione, va tutto, proprio tutto. E in effetti questa 65esima edizione, che ha premiato in termini di share, è stata una delle più chiacchierate e commentate. Carlo Conti era partito ingessato e poco convincente nella prima serata ma ha saputo recuperare la sua verve, andando a briglie sciolte e collezionando pure qualche gaffe. Sulle vallette/co-conduttrici solo tweet al vetriolo. Se da un lato hanno rappresentato bene l’Italia di oggi, ovvero l’unica nazione dove nessuno fa ciò che sa fare, dall’altro hanno vinto l’oscar con i loro look incredibili. Dalla mise stile Olivia di Braccio di Ferro di Arisa, alla versione white angel di Emma, passando per la matador Rocio. (Ebbene si, c’era anche lei, la meglio nota fidanzata di Raul Bova). Eccessive in tutto.

Ma torniamo al festival. Più che canzoni canzonette (è il caso di dirlo). Alcune particolarmente brutte (I Soliti idioti), altre scontate (vedi Annalisa) altre inutili tormentoni commerciali (vedi i Dear Jack). Cantanti senza voce (Grignani) o note non troppo spesso azzeccate. Come sempre sono stati portati i brani di Checco dei Modà. Tra tanta roba già sentita (vedi Alex Britti) ritroviamo Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi. Il loro testo è una chicca. E’ impegnato, profondo e non banale e cela la sofferenza di un artista sensibile e intelligente come Platinette. Ottima la loro interpretazione. Peccato per Raf, penalizzato da una brutta bronchite. Vincerà di sicuro i termini di ascolti per passaggio in radio perchè la sua canzone “Come in una favola” è una vera poesia. Caliamo un velo pietoso sui Soliti idioti (mai nome fu più azzeccato) e qualcuno, vi prego, mi spieghi come sia possibile che, fra tante canzoni giunte al Festival, sia stata scelta proprio questa che, ovviamente canzone non è. Colpisce anche la Tatangelo ma per il suo blush ispirato a Heidi. Tripudio per Il Volo che, fatemi passare il termine, su quel palco vola davvero.

Tanti gli ospiti. Dal super Tiziano Ferro, il suo medley è divino, al bravo Biagio Antonacci, passando per la Gianna nazionale che su quel palco stecca. Presenti anche ospiti internazionali. Dal simpatico e gigantesco Will Smith, alla bellezza imbarazzante, da vera dea, di Charlize Theron che va al Festival lasciando il fidanzato (dicasi Sean Pean – a badare alla casa ) fino alla voce strepitosa di Choncita Wurst (più nota come donna con la barba). Il resto, togliendo le canzoni, è un lungo trascorrere di momenti spesso imbarazzanti e di comici che fanno tutto tranne che fare ridere. Un tale Pintus (ma chi è si può sapere?) intraprende un monologo che se hai da fare un paio di telefonate è questo il momento. Ridere non fa, ma perlomeno neanche offende. Bravo Panariello che sotto le mentite spoglie di Renato Zero stupisce così come Virginia Raffaeli con il suo nuovo personaggio.

E mentre si spengono le luci sul Festival campione di incassi, si pensa già al Conti-bis. A noi piacerebbe rivedere Carlo sul palco ma abbiamo per lui un suggerimento. Per favore Carlo, il prossimo anno, scegli un co-presentatore vero… tra Fiorello e Alessandro Greco hai l’imbarazzo della scelta.

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