Ceved: nel 2014 boom di fallimenti aziendali

Fallimenti

 

Oltre 82 mila imprese fallite e un milione di posti di lavoro in meno: sono questi i numeri che certificano la gravità di una crisi che, dal 2008 ad oggi, ha prodotto veri e propri sfaceli economico-sociali nel nostro Paese.

Le cifre sono state diffuse dal Cerved (agenzia specializzata nella realizzazione di prodotti e servizi d’informazione per imprese e pubbliche amministrazioni) che ha rilevato un allarmante picco di fallimenti nel 2014, con 15 mila aziende italiane che hanno dovuto gettare la spugna (il 10,7% in più rispetto all’anno precedente).

E numeri ancora più alti devono essere scomodati se si prende in considerazione l’insieme delle imprese che, nel 2014, hanno chiuso i battenti tra fallimenti, procedure concorsuali non fallimentari e liquidazioni volontarie. Il Cerved ne ha contate in tutto 104 mila (-3,5% rispetto al record del 2013), insieme ai 175 mila posti di lavoro persi (-0,5% su base annua).

Ma qualche spiraglio sembra esserci: stando a quanto verificato nello studio, infatti, nel 2014 si è assistito a una flessione sia delle procedure concorsuali non fallimentari che delle liquidazioni volontarie. Tanto che l’amministratore delegato del Cerved, Gianandrea De Bernardis, si è sforzato di vedere il bicchiere mezzo pieno: “L’anno da poco concluso – ha detto – presenta, accanto ad aspetti negativi, anche elementi incoraggianti. La crescita record dei fallimenti del 2014 e le conseguenze sull’occupazione riflettono l’onda lunga della crisi, dovuta a più di sei anni di recessione e debolezza economica. D’altra parte, però – ha aggiunto De Bernardis – il calo delle liquidazioni volontarie è il termometro di un ritorno di fiducia da parte degli imprenditori che fa ben sperare per i trimestri a venire”.