Job Pricing: lo stipendio di un dirigente ne vale 11 da operaio

Dirigenti e operai

 

La distanza tra la retribuzione di un dirigente e quella di un operaio si fa sempre più marcata. A rivelarlo è il “Salary Outlook 2015” confezionato dall’osservatorio Job Pricing che si occupa di monitorare gli stipendi degli italiani.

Ebbene, stando a quanto appurato dai tecnici, la retribuzione annua lorda di un dirigente che lavora nel Bel Paese si aggira intorno ai 107 mila euro, quella di un quadro raggiunge i 53.914 euro annui, quella di un impiegato si ferma a 31.122 euro mentre un operaio deve accontentarsi di 23.913 euro all’anno. Il divario appare quanto mai evidente: il dirigente medio italiano guadagna oltre quattro volte e mezzo quello che, in un intero anno, riesce a portare a casa un operaio. Detto altrimenti, secondo l’osservatorio, occorrono più di 11 stipendi di operai per raggiungere l’emolumento di un solo amministratore delegato.

Di più: lo studio messo a punto da Job Pricing ha rivelato che, nel nostro Paese, la stragrande maggioranza dei connazionali che lavorano (oltre l’84%) percepisce uno stipendio compreso tra i 18 e i 38 mila euro, poco più dell’11% ha una retribuzione annua lorda compresa tra i 38 e i 62 mila euro, mentre l’1,3% arriva a 100 mila euro annui e l’1,2% li supera. Ancora: il lavoratore del Nord guadagna mediamente il 19,8% in più del collega del Sud, tant’è che lo stipendio medio più alto si percepisce in Valle d’Aosta (31.599 euro annui) mentre il più basso in Calabria (22.555 euro).

E le differenze di genere? Una donna (manco a dirlo) guadagna mediamente il 6,7% in meno rispetto a un uomo. Ma a spaventare è il divario che intercorre tra la retribuzione annuale lorda di chi sta per uscire dal mercato del lavoro e quella di chi, invece, cerca faticosamente di entrarci: il gap generazionale raggiunge, infatti, il 107%.