La vendetta di Enrico Letta: suo governo più gradito di quello di Matteo Renzi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:46

Letta e Renzi

 

L’istituto di ricerca Lorien Consulting ha messo a punto un interessante studio che ha passato in rassegna alcuni dei temi più scottanti dell’attualità politica italiana. L’indagine, significativamente intitolata “Venti di guerra”, ha tentato di fornire una panoramica quanto più precisa possibile della percezione che gli italiani hanno dei governanti e della loro capacità di risolvere i problemi. E ha messo a fuoco aspetti inattesi.

Primo tra tutti, quello che riguarda il giudizio sugli ultimi governi che si sono avvicendati. Se il governo Renzi ha incassato, infatti, il 44% dei giudizi positivi, quello guidato da Mario Monti ha convinto solo il 36% degli intervistati. Ma, a sorpresa, è stato il governo di Enrico Letta a uscirne vincitore, con un tasso di gradimento pari al 48%. Una sorta di nemesi di quel “stai sereno” con cui l’attuale presidente del Consiglio ha “impallinato” il suo predecessore a Palazzo Chigi.

E lo studio condotto da Lorien Consulting ha fornito anche informazioni aggiornate sugli orientamenti di voto confermando il primato del Pd che, se si andasse a votare domani, sarebbe scelto dal 38% degli intervistati. A seguire il M5S, con il 18% dei consensi, e la Lega Nord, con il 14,5%. Quarto posizionamento, invece, per Forza Italia (13,5%), seguito da Ncd e da Sel (4%) e da Fratelli d’Italia (3%). Mentre la Scelta Civica di montiana costituzione racimolerebbe uno striminzito 0,5% dei consensi.

Interpellati poi sui problemi che destano maggiore preoccupazione, gli italiani contattati dalla Lorien hanno indicato in cima alla classifica la disoccupazione (81%), la mancata crescita economica del nostro Paese (43%), la corruzione (39%) e l’eccessiva tassazione (30%). Ma il 17% del campione ha parlato anche di sicurezza, il 14% di immigrazione e il 9% di guerre e terrorismo.

Ed è proprio su quest’ultimo punto che vale la pena soffermarsi un attimo perché il 90% degli intervistati (su esplicita domanda dell’istituto di ricerca) ha dichiarato di essere molto o abbastanza preoccupato dall’avanzata dell’Isis, mentre l’85% ha tradito grande apprensione per la situazione in Ucraina e il 62% per i problemi economico-sociali della Grecia.

La politica estera non sembra, insomma, far dormire sogni tranquilli ai nostri connazionali anche perché, a loro giudizio, il peso politico dell’Italia è fortemente ininfluente sia a livello mondiale (20%) che europeo (27%). E se le scelte che il governo in carica ha finora operato in tema di politica estera sono state promosse dal 49% degli intervistati, il 41% del campione ha invece mostrato il pollice verso.

Quanto alle cose di casa nostra: l’87% degli intervistati ha dichiarato di ritenere le riforme istituzionali importanti, ma ha anche espresso un giudizio fortemente negativo sullo spettacolo che i parlamentari hanno offerto la scorsa settimana alla Camera. Per il 72% di loro è stato un pessimo esempio di politica, mentre il 56% lo ha bollato come una vera vergogna per l’intero Paese e il 46% lo ha considerato la dimostrazione plastica di quanto i politici siano distanti dai cittadini.

 

 

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