Le cooperative agricole vincono la crisi con un fatturato in crescita del 5,8%

Cooperative agricole

 

C’è un comparto della nostra economia che sembra resistere stoicamente agli urti della crisi. E’ quello della cooperazione agricola il cui fatturato, stando ai dati diffusi ieri dall’Osservatorio istituito dal ministero delle Politiche agricole, è cresciuto nel 2013 del 5,8% rispetto all’anno precedente (contro il ben più contenuto +1,5% fatto registrare dall’intero settore alimentare nazionale).

Un successo certificato dai numeri: con le sue oltre 5 mila imprese attive, la cooperazione agricola italiana ha dato lavoro a più di 93.400 addetti generando una ricchezza di quasi 35 mila euro (pari al 23% del valore dell’alimentare italiano). Un obiettivo importante, centrato grazie alla lavorazione e alla trasformazione del 37% delle materie prime agricole italiane, che hanno fruttato alle cooperative ben 19 miliardi di euro.

Ed è proprio sulla provenienza interna della materia prima che occorre soffermarsi per capire che uno dei motivi che stanno alla base del successo della cooperazione agricola nostrana è, appunto, il ricorso a materie che nel 73% dei casi provengono dal territorio in cui si trovano le imprese, nel 26% dei casi da altre parti dell’Italia e solo nell’1% dei casi dall’estero. Una difesa convinta del “Made in Italy” che sembra fare la differenza.

E stando a quanto riferito dall’Osservatorio del ministero, le cooperative agricole italiane sono state brave anche nel campo delle esportazioni, essendosi guadagnate, nel corso del 2013, una quota pari al 13% del totale agroalimentare nazionale che ha fruttato loro 4 miliardi di euro. Quanto alla geografia: va precisato che le migliori performance continuano a registrarsi al Nord con il 45% delle cooperative che produce l‘82% del fatturato, contro il 7% generato delle imprese del Centro e l’11% prodotto da quelle del Sud.

Il quadro emerso dallo studio è, insomma, più che incoraggiante, ma secondo Ersilia Di Tullio di Nomisma (responsabile scientifico dell’Osservatorio) si può fare di più. “Ci sono ulteriori spazi di crescita – ha spiegato la tecnica – oggi, grazie ai suoi approvvigionamenti di materia prima, la cooperazione italiana valorizza il 39% della produzione agricola nazionale. In altri Paesi europei, a forte matrice cooperativa, questa quota è superiore, assestandosi al 55% in Francia ed al 68% in Olanda”.