Renzi vs Landini: dove si combatterà la sfida finale?

Renzi e Landini

 

Maurizio Crozza aveva capito tutto parecchi mesi fa quando, durante una puntata del suo show televisivo, inscenò un epico confronto tra Matteo Renzi e Maurizio Landini.

In principio i due si erano anche piaciuti. Il leader della Fiom fu, ad esempio, tra i più solerti a benedire il bonus di 80 euro elargito dal governo del fiorentino. Ma quando si convinse che la misura non avrebbe mai rilanciato i consumi, non ebbe alcuna esitazione a fare retromarcia. Da allora il duello tra i due – che, sia detto per inciso, padroneggiano benissimo il mezzo televisivo – ha assunto toni sempre più esasperati. Soprattutto da quando il presidente del Consiglio ha deciso di depennare dallo Statuto dei Lavoratori quell’articolo 18 che, per Landini, rappresentava, invece, il cardine imprescindibile del diritto operaio.

Come nel più abusato dei giochi di ruolo, i due non hanno più smesso di punzecchiarsi mantenendo, però, la dovuta distanza di sicurezza. Se il premier, per intenderci, ha scelto di presenziare agli incontri organizzati dalla Confindustria ed è corso più volte a stringere la mano dell’ad della Fca, Sergio Marchionne; Maurizio Landini, di contro, è sceso in piazza con i lavoratori, rinforzando la sua immagine di “paladino” dei deboli e di riscattatore ideale delle ingiustizie sociali.

Renzi e Landini, insomma, pur “scazzottandosi” da tempo, non hanno mai calcato lo stesso ring. Almeno fino ad ora. Ma voci sempre più insistenti riferiscono di un’imminente discesa del sindacalista nell’agone politico. L’ipotesi è stata più volte smantellata dallo stesso Landini, ma il livello di idiosincrasia con il premier avrebbe raggiunto vette così alte che lo stesso segretario della Fiom – galvanizzato da un nutrito gruppo di supporter – si starebbe convincendo della necessità di rompere gli indugi.

Per ora, i suoi disegni rimangono, in realtà, sibillini. Il sindacato si deve porre il problema di una coalizione sociale più larga e aprirsi a una rappresentanza anche politica”, ha dichiarato ieri Landini al Fatto Quotidiano“Sta dunque pensando a un partito?”, gli ha comprensibilmente chiesto l’intervistatore. “No, sarebbe una semplificazione”, ha ribattuto il sindacalista.

Una semplificazione cavalcata, senza remora, dal suo competitor: “La sconfitta sindacale pone Landini nel bisogno di cambiare pagina – ha affondato impietoso Matteo Renzi – Il suo impegno in politica è scontato“. Sarà davvero così?