Sergio Mattarella: il presidente riservato che incontra i siciliani

Sergio Mattarella

 

Ma che fine ha fatto quel Sergio Mattarella per cui, lo scorso 31 gennaio, l’Italia intera si infiammò? La sua aurea di sobrietà rischia di trascinarlo in un cono d’ombra irrimediabile confinandolo in una posizione politica marginale. O forse no.

Il presidente della Repubblica, si sa, deve essere il garante della nostra Costituzione e non un assiduo frequentatore dei media. La sua riservatezza potrebbe, anzi, essere la prova stessa di quanto il dodicesimo capo dello Stato si stia dedicando al suo nuovo oneroso incarico, scansando ogni forma di distrazione esterna.

E’ plausibile, insomma, che Mattarella voglia continuare a centellinare le sue apparizioni in tv, scegliendo di intervenire solo quando e dove lo riterrà opportuno. Oggi, ad esempio, il presidente raggiungerà Scandicci per l’inaugurazione dell’anno formativo della Scuola Superiore della Magistratura; chi volesse rinfrescare la memoria sul suo identikit, potrà raggiungere il comune toscano.

E anche i politici hanno avuto, finora, poche occasioni per parlare col neo presidente. Il 17 febbraio scorso, a salire al Colle sono stati il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, e il presidente di Sel, Nichi Vendola. Indispettiti dalla prova di “muscolarismo” ostentata dal governo in Parlamento, i due hanno chiesto un incontro a Mattarella per denunciare il deficit di democrazia che, a loro avviso, si è registrato in Aula.

Il 18 febbraio è toccato, invece, al capogruppo del Ncd al Senato, Renato Schifani, verosimilmente ricevuto da Mattarella in nome della loro antica conoscenza (entrambi vengono da Palermo): sui contenuti del faccia a faccia non è, infatti, trapelato nulla. E potrebbe essere accaduto lo stesso con il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, altro siciliano doc intercettato al Quirinale il 20 febbraio scorso. Il sentore, insomma, è che il capo dello Stato abbia finora prediletto la frequentazione esclusiva dei suoi corregionali e che tenda, in generale, a evitare il via vai di parlamentari e leader di partito nei corridoi del Quirinale. Il tete a tete con Beppe Grillo, preannunciato già la scorsa settimana, ad esempio, non è ancora stato “calendarizzato” dal suo staff.

Sia ben chiaro: non vogliamo con questo insinuare che Mattarella se ne sta con le mani in mano. Anzi: solo ieri ha ricevuto l’ambasciatore d’Italia a Tripoli, Giuseppe Buccino Grimaldi, e il 20 febbraio, oltre a concedersi al già citato Alfano, l’inquilino del Colle si è intrattenuto con il Procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo, con l’ambasciatore d’Italia ad Ankara, Luigi Mattiolo, e con il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. Il presidente, insomma, non si risparmia affatto, ma fa ogni cosa al riparo dalle telecamere.