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Isis, devastato il museo di Ninive: migliaia di anni di storia frantumati da secondi di idiozia

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Ninive (alla peimmagini della devastazione del museo di Ninive

riferia dell’odierna città di Mosul, in Irak), era una delle più famose città dell’antichità sorta sulla riva sinistra del Tigri, a Nord della Mesopotamia.

Capitale del regno assiro, raggiunse l’apice del suo splendore sotto il re Assurbanipal vissuto dal 668 – 626 a.C.

Il suo museo custodisce reperti di inestimabile valore, risalenti a un’epoca assai remota, prima della venuta di Cristo.

Oggi un video diffuso attraverso un account Twitter usato dal Califfato di Al Baghdadi, ne ha documentato la devastazione ad opera di un gruppo di jihadisti wahabiti.

L’opera di distruzione del millenario patrimonio archeologico della città è avvenuta all’interno delle mura del museo e nell’area esterna ad esso circostante.

I fanatici hanno usato martelli pneumatici per demolire le statue e i bassorilievi più imponenti presenti nel luogo.

In precedenza i militanti della Jihad avevano fatto saltare in aria un altro tesoro archeologico dell’umanità, la tomba di Giona, insieme ad altri monumenti religiosi.

D’altronde i terroristi avevano già preannunciato il loro intento di abbattere le mura della millenaria città, privando in tal modo l’umanità di un patrimonio artistico di indicibile valore storico, culturale e civile.

Il filmato del mostruoso atto di inciviltà ha presto fatto il giro del mondo, suscitando sbalordimento e indignazione, quasi più di quanto possano fare le immagini delle esecuzioni di ostaggi e prigionieri.

Gli individui, per la loro natura peritura, subiscono i dettami del tempo, sino a quando sopraggiunge la morte “che tutto rapisce”.

Ma opere di tale importanza e magnificenza sopravvivono agli uomini, preservandosi per secoli, viaggiando attraverso gli eoni, almeno fino a quando per mano di un branco di “moderni barbari” vengono ridotte in cumuli di macerie privi di valore alcuno.