Imprese: oltre il 64% di quelle ispezionate è irregolare

Imprese irregaolari

 

Non è un quadro confortante quello che emerge dal Rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale, realizzato dal ministero del Lavoro con la collaborazione dell’Inps e dell’Inail.

Su 221.476 aziende ispezionate dagli organi competenti, infatti, ben 142.132 sono risultate irregolari (in pratica il 64,17%). E tra i lavoratori irregolari che, nel corso di tutto il 2014, hanno raggiunto quota 181.629, 77.387 hanno lavorato totalmente in nero (il 42,61%).

Un “trionfo” d’irregolarità che, stando ai calcoli effettuati dal dicastero, ha causato danni per oltre 1 miliardo e mezzo di euro. Soldi che non è sempre facile recuperare, dal momento che, come ha spiegato il ministro Giuliano Poletti, i ricorsi delle aziende sanzionate determinano, quasi sempre, indescrivibili lungaggini.

Ma dove si annida il tasso di irregolarità più alto? Stando ai dati contenuti nel Rapporto, il 59% delle irregolarità riscontrate ha interessato l’edilizia, il 54% l’industria, il 50% il settore terziario e il 49% l’agricoltura. Ancora: la regione che “vanta” il maggior numero di lavoratori irregolari è la Lombardia (9.908), seguita dalla Puglia (6.569), dalla Toscana (6.275), dall’Emilia Romagna (5.905), dal Veneto (5.848) e dalla Campania (5.696).

Per quanto riguarda, infine, il lavoro in nero, la gran parte delle maxi sanzioni è stata comminata alla Puglia (5.225), alla Campania (4.600), alla Calabria (4.236), alla Lombardia (4.207) e alla Toscana (4.112). E ha interessato, soprattutto, il settore terziario (26.679) e, in maniera meno marcata, l’edilizia (6.221), l’industria (5.652) e l’agricoltura (2.478). Detta in percentuali: il 15,34% dei lavoratori edili ispezionati è risultato in nero, così come il 34% di quelli impiegati nel terziario, il 36,75% dei lavoratori delle industrie e il 45,60% di coloro che hanno lavorato nel settore dell’agricoltura.