Cgia Mestre: previsti 8 mila occupati in più. E’ merito del Jobs Act?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:40

Running businessman.

 

I chiacchierati decreti attuativi del Jobs Act entrano in vigore a partire da questo mese. Che effetti avranno sul mercato occupazionale italiano? A tentare di dare una risposta è stata la Cgia di Mestre che, pur non disponendo ancora di dati statistici verificabili, ha azzardato una previsione per il prossimo futuro.

A dirla tutta, la Cgia ha preso spunto dalla periodica indagine condotta da Unioncamere sulle previsioni occupazionali delle nostre imprese, mettendo in evidenza come, nel primo trimestre del 2015, il saldo occupazionale dovrebbe risultare positivo per 8.390 unità. Un dato indiscutibilmente positivo, soprattutto se messo a confronto con quello registrato nello stesso periodo dell’anno scorso: -14.500

“E’ utile sottolineare – ha spiegato il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussiche questi dati non hanno nessun rigore statistico. Tuttavia, essendo il risultato di un’indagine telefonica su un campione qualificato di titolari d’azienda, ci consente di testare lo stato d’animo delle imprese che, a quanto pare, sembra meno negativo di qualche mese fa”. “Certo, non sappiamo se il previsto aumento della platea occupazionale – ha messo in chiaro Bortolussi – sia dovuto alle misure previste dal Jobs Act oppure sia da ricondurre alle agevolazioni contributive introdotte con la legge di Stabilità 2015, che dal primo gennaio consentono alle aziende che  assumono un lavoratore con un contratto a tempo indeterminato di non versare alcun contributo previdenziale per ben tre anni.  Sta di fatto – ha osservato il segretario della Cgia – che qualche segnale positivo comincia a fare capolino anche nel mercato del lavoro del nostro Paese”.

Ma l’associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre ha voluto testare anche gli effetti del Tfr anticipato in busta paga. Secondo i calcoli dei tecnici, un operaio che percepisce una retribuzione netta di 1.200 euro, dovrebbe portare a casa 71 euro in più a fine mese; un impiegato con 1.600 euro netti di stipendio, dovrebbe mettere in tasca altri 112 euro, mentre un dirigente/quadro che percepisce una retribuzione di 3.000 euro netti, dovrebbe appesantire la sua busta paga di 214 euro al mese.

 

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