Confesercenti: Tfr in busta paga? E’ la scelta di 6 dipendenti su 100

Tfr

 

Dal mese di marzo appena iniziato, i lavoratori italiani potranno scegliere di intascare mensilmente una quota del loro Tfr (Trattamento di fine rapporto). Un’opzione che, stando alle previsioni dei più ottimisti, dovrebbe favorire il rilancio dei consumi. Ma la Confesercenti, con l’aiuto della Swg, ha voluto andare più a fondo, con un sondaggio che ha snudato, prima di ogni cosa, un modesto entusiasmo per la novità.

Tra i dipendenti interpellati dall’associazione, infatti, solo il 6% ha dichiarato di aver scelto il Tfr in busta paga mentre un altro 11% sarebbe intenzionato a farlo entro la fine dell’anno. Di contro, la stragrande maggioranza dei lavoratori, pari all’83% del campione, ha scelto di lasciare le cose come stanno.

E come utilizzeranno questo “gruzzoletto” aggiuntivo coloro che hanno scelto di beneficiare dell’anticipo del Tfr? Il 24% degli interpellati non ha dubbi: l’extra di fine mese servirà a saldare i debiti pregressi. Il 20% ha, invece, risposto di pensare alla previdenza integrativa e solo il 19% ha detto che lo investirà per acquisti vari. Importante, infine, la quota degli indecisi: il 35% degli intervistati non sa ancora cosa farà con lo stipendio “maggiorato” di fine mese.

Quanto a coloro che hanno scelto di lasciare le cose alla vecchia maniera, il 58% di loro ha spiegato di averlo fatto per non erodere la liquidazione di fine rapporto (su cui moltissimi connazionali confidano), il 30% perché il Tfr in busta paga subisce una tassazione ordinaria che lo rende poco “attrattivo”, il 10% perché non vuole mettere in difficoltà l’impresa per cui lavora e il 2% ha candidamente confessato di essere stato scoraggiato dal datore di lavoro.

Già, perché a sentire gli imprenditori, liquidare anticipatamente il Tfr non sarà la cosa più semplice da fare. Per il 58% delle aziende intervistate da Confesercenti, infatti, quest’opzione creerà problemi di liquidità. Soprattutto per la “ritrosia” delle banche nell’erogazione dei finanziamenti, denunciata dal 79% del campione intervistato.

“Dalla nostra indagine – ha commentato il segretario di Confesercenti, Mauro Bussoni – emerge chiaramente come gli italiani continuino a valutare positivamente l’istituto Tfr e ritengano che sia più utile mantenere intatta la liquidazione piuttosto che usufruire di poca liquidità in più ogni mese. Non a caso, secondo il sondaggio, il 67% dei dipendenti pensa che sia un intervento poco significativo, che non otterrà i risultati sperati. Sarebbe potuto essere più efficace se si fosse applicata anche sul Tfr su base mensile la tassazione ad aliquota ridotta. Ma anche un’erogazione in un’unica soluzione, come se fosse una mensilità in più durante l’anno – ha osservato Bussoni – avrebbe potuto aumentare il tasso di adesione”.