Marchionne e Landini distanti anche sulle assunzioni

Marchionne e Landini

 

Ad accomunare i due, solo un maglioncino di lana nero. Per il resto, l’amministratore delegato della Fca, Sergio Marchionne, e il segretario della Fiom, Maurizio Landini, non potrebbero essere più diversi. Come sono tornati a dimostrare anche ieri “incornandosi” su una questione che, in realtà, dovrebbe avvicinarli: le tanto attese assunzioni nello stabilimento Fca di Melfi.

Intercettato dai giornalisti al Salone dell’auto di Ginevra, l’italo-canadese ha confermato il suo attestato di stima al presidente del Consiglio: “Renzi? Apprezzo che faccia il suo lavoro, che non abbia paura e che non si tiri indietro”, ha dichiarato Marchionne. Che ha promosso anche il Jobs Act: “Ha creato le condizioni per far venire in Italia altri investitori – ha detto – Senza il Jobs Act avrei assunto lo stesso, forse, ma a condizioni diverse”. E proprio sul tema delle assunzioni, l’ad della Fiat Chrysler ha “sganciato” l’ultima bomba: “E’ possibile che ci siano nuove assunzionisi è lasciato scappare il manager – Fino a 1.900 solo a Melfi”. 

Roba da appianare ogni divergenza coi sindacati. Ma non è andata proprio così. “Io penso che potrebbe essere utile e possibile farne anche di più di assunzioni – ha commentato piccato Maurizio Landini – Ce ne potevano essere fino a 2.500/3000 se, anziché fare 21 turni aumentando gli orari di lavoro come stanno facendo, si introduceva la quinta squadra e si riducevano gli orari”. “Noi siamo assolutamente contenti perché finalmente si torna a investire – ha concesso il rappresentante delle tute blu – ma questo non può avvenire attraverso un peggioramento secco delle condizioni di vita e di lavoro degli operai”.