Natuzzi: al via l’accordo che riduce gli esuberi

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Un accordo era già stato definito nell’ottobre del 2013, ma la firma finale è stata posta soltanto ieri. Al ministero del Lavoro, i vertici della Natuzzi (azienda pugliese specializzata nella fabbricazione di divani), i rappresentanti del dicastero e delle istituzioni locali e i sindacati hanno finalmente portato a casa l’intesa che prevede la riorganizzazione industriale del gruppo. Con un investimento di 25 milioni di euro e un significativo ridimensionamento del numero degli esuberi.

“Il nuovo assetto industriale – ha reso noto la Natuzzi in una nota – consente di ridurre gli esuberi strutturali da 1.506 (definiti a ottobre 2013) a 534. Il nuovo organico in Italia sarà, quindi, composto da 1.800 dipendenti (dagli attuali 2.334) per i quali (operai e impiegati) l’accordo prevede l’applicazione del contratto di solidarietà. La restante parte – ha continuato l’azienda – verrà affidata alla tutela della Cassa Integrazione Guadagni e gradualmente riassorbita attraverso le iniziative di reindustrializzazione del territorio previste dall’accordo del 10 ottobre 2013 e, in parte, già avviate. A sostegno del made in Italy – conclude la nota – il gruppo ha previsto investimenti complessivi per 25 milioni di euro fra marketing, ricerca, innovazione e adeguamento industriale”.

Il risultato centrato ieri ha soddisfatto il patron Pasquale Natuzzi: “L’accordo – ha detto – è un passo importante per il pieno recupero della nostra competitività e il mantenimento dei posti di lavoro nelle nostre fabbriche italiane”. “E’ il risultato di un lungo cammino – ha aggiunto – percorso da tutti gli attori della trattativa all’insegna della responsabilità e della fiducia reciproca. Noi vogliamo continuare a competere nel mondo e ad esportare i nostri prodotti partendo dall’Italia: il Paese in cui continuiamo a credere e ad investire“.

E cautamente speranzosi si sono mostrati anche i sindacati: “Se l’azienda mantiene gli impegni assunti, stavolta si riparte per davvero”, ha dichiarato Salvatore Bevilacqua della Feneal Uil Puglia. I lavoratoriin questa vicenda, hanno fatto tutto quello che potevano per salvare il salvabile – ha spiegato il sindacalista – scegliendo addirittura di rimetterci di tasca propria, rinunciando alle anzianità contrattuali e ai cosiddetti ‘Rol’ (riduzione orario di lavoro, ndr) per consentire all’azienda di ripartire. Adesso non ci sono più alibi ed il rilancio non è più una chimera – ha tagliato corto Bevilacqua – Naturalmente ci aspettiamo che ciascuna delle parti in causa faccia compiutamente il suo dovere. L’auspicio è che non si debba più parlare di crisi della Natuzzi e che il futuro sia all’insegna del lavoro, dell’occupazione e della serenità per tutti”.