Borsalino: rischio fallimento per lo storico cappellificio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:13

Borsalino

 

Dici Borsalino e pensi all’inimitabile cappello in feltro che si è guadagnato tanti primi piani nel grande schermo. E che è diventato icona di quell’eleganza discreta in perfetto italian style. Eppure la storica azienda di Alessandria, fondata nel lontano 1857, rischia adesso di incamminarsi verso un finale tutt’altro che felice. E non per colpa della crisi (le vendite andrebbero, anzi, a gonfie vele), ma di una cattiva gestione. Ma andiamo con ordine.

Stando a quanto riferito da qualche beninformato, la Borsalino avrebbe inoltrato una richiesta di concordato preventivo al tribunale di Alessandria. Perché? Per consentire la “ristrutturazione dei debiti” e la “soddisfazione dei crediti“. Senza escludere scenari alternativi che potrebbero condurre anche alla liquidazione ovvero al fallimento.

A mettere nei guai lo storico cappellificio sarebbe stato il finanziere astigiano Marco Marenco che, dallo scorso mese di giugno, risulta latitante. A lui va ricondotta, infatti, la bancarotta più grande d’Italia dopo la Parmalat, stimata in circa 3 miliardi di euro. Un vero e proprio tsunami che avrebbe travolto anche la Borsalino, mettendo l’attuale cda in una situazione di grande difficoltà.

Con i soldi ottenuti dagli incassi, la dirigenza capitanata dall’ad Marco Moccia sta tentando di fare il possibile destinando parte degli introiti ai 130 dipendenti e ai fornitori. Ma le richieste si fanno sempre più pressanti e le entrate (per quanto abbondanti) risultato insufficienti. Anche perché a complicare la vita al cda della Borsalino c’è il congelamento di circa 2 milioni di beni disposto dalla magistratura per un processo per evasione fiscale.

 

 

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