Eurostat: Le lavoratrici italiane? Guadagnano il 45% in meno dei loro colleghi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:42

lavoratori

 

Con l’8 marzo alle porte e tanta retorica pronta a fare capolino nei dibatti pubblici del Paese, può essere utile ricordare che quella della parità dei sessi resta in Italia (e non solo) una meta da raggiungere. Come dimostrano gli ultimi rilevamenti dell’Eurostat sul cosiddetto “pay gap” ovvero sul divario salariale tra gli uomini e le donne.

In pratica: a parità di mansioni, le lavoratrici del Bel Paese guadagnano meno dei loro colleghi. E si tratta di cifre non indifferenti, visto che, stando a quanto certificato dall’istituto di statistica europeo, la differenza si attesterebbe al 45%. Ma occorre fare una doverosa precisazione: il valore è stato calcolato su tutti i cittadini inglobando, dunque, quell’esercito di donne che nel nostro Paese un impiego non ce l’hanno. E che hanno inevitabilmente contribuito a far crescere il divario tra il guadagno mensile degli italiani e quello delle italiane

Nel dettaglio: i dirigenti in giacca e cravatta guadagnano mediamente l’8,5% in più di quelli in tailleur, i quadri e gli impiegati intascano rispettivamente il 5,2% e il 10,6% in più se sono uomini mentre gli operai portano a casa, a fine mese, uno stipendio più pesante del 7,1% rispetto alle loro colleghe.

Ma c’è di più: Job Pricing, il portale che consente agli utenti di misurare il valore del proprio lavoro, ha recentemente confezionato un Rapporto intitolato “Gender Gap Report” che focalizza l’attenzione su quanto fin qua scritto. Che cosa è emerso? Che le banche e le assicurazioni sono i luoghi in cui si consumano le “discriminazioni” salariali di genere più marcate. E che settori come quello della moda, del tessile e della farmaceutica, pur dando lavoro a moltissime connazionali, riservano solitamente loro le mansioni meno gratificanti.

 

 

 

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