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Catania-Spezia 2-2, Calaiò salva gli etnei dal suicidio

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Catania ricorda MassiminoEra pronta a partire la contestazione dei tifosi, sbigottiti dal crollo psicofisico dei propri giocatori dopo aver tendenzialmente dominato l’incontro, quando a pochissimo dal termine il centravanti del Catania Emanuele Calaiò riusciva a salvare il salvabile, realizzando un 2-2 che poco serve per la classifica degli etnei ma che quantomeno evita eccessive ripercussioni psicologiche.

Perché, a quanto pare, il problema più grande del Catania è proprio la tenuta psicologica: non si spiegherebbe altrimenti il drastico abbassamento di ritmo dopo il vantaggio ad opera di Maniero, giunto dopo una prestazione in crescendo dell’undici di Marcolin (contestato per una sostituzione non troppo gradita, quella di Chrapek al posto di Escalante al 31′ della ripresa, quando il Catania si trovava sull’1-1).

Ma andiamo con ordine: schierato con un 3-4-1-2, il Catania fa ben poco nei primi 30′, mettendo in luce un gioco abbastanza lento (causato anche dall’eccessiva lunghezza della squadra); dopo un’occasione sui piedi di Mazzotta, ben assistito da Calaiò (l’esterno palermitano centra in pieno), il Catania inizia a macinare gioco e ad avere occasioni abbastanza fulgide, con un Gillet viceversa pressoché mai impegnato.

Nella ripresa, è evidente il nuovo piglio del Catania: al 3′ Mazzotta – ancora una volta ottimo in fase offensiva, quantomeno da rivedere in fase di copertura – colpisce un palo di testa e al 7′ regala una palla d’oro a Maniero, sfruttando una magnifica giocata di Calaiò (Calaiò e Rosina rimangono i pilastri di questo Catania: se giocassero tutti con la loro verve, il Catania non si troverebbe nel pantano dove attualmente si trova).

Ottenuto il vantaggio, il Catania abbassa il ritmo e concede più spazio agli avversari: nonostante ciò al 17′ e al 22′ i rossazzurri hanno la possibilità di raddoppiare (con Maniero prima e con Escalante poi: il centrocampista argentino si mangia un gol pressoché fatto al termine di un’azione molto simile a quella dell’1-0) ma è lo Spezia a pareggiare, con Bakic, al 27′ (colpo di testa su corner di Datkovic). Il pari porta i liguri a crederci, ad inanellare una serie di occasioni e a passare in vantaggio al 43′, con Migliore che segna sfruttando un assist da destra – con la difesa penetrata che nemmeno il burro dinnanzi al coltello caldo.

Per lo meno, al Catania non manca l’orgoglio e 2′ dopo giunge il definitivo 2-2, con Calaiò che realizza di testa trasformando in rete l’ennesimo buon pallone di Mazzotta.

Adesso il Catania si troverà dinnanzi a tre trasferte (con la prima senza Calaiò, squalificato a causa dell’ammonizione ricevuta quest’oggi a causa dell’eccessiva permalosità dell’arbitro): sarà fondamentale portare a casa qualche punto, per risalire dalla zona caldissima in cui adesso i rossazzurri si trovano invischiati. In tal senso, sarebbe fondamentale registrare la difesa. La mentalità zemaniana di fare un gol in più dell’avversario rappresenta spesso un rischio: sarebbe meglio provare a subire un gol in meno.

Finiamo l’articolo ricordando – come hanno fatto le curve – lo storico Presidente del Catania Angelo Massimino, di cui il 4 marzo è ricorso l’anniversario della morte.

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