Legittima difesa in Italia? E’ diventata legge 9 anni fa!

Nel Febbraio didownload nove anni fa, all’unanimità, la Camera aveva definitivamente approvato la normativa, fortemente voluta dalla Lega, in base alla quale in caso di aggressione fisica o minacce alla propria incolumità o ai propri beni si concedeva ai cittadini la legittima difesa mediante armi regolarmente detenute, o “altro mezzo idoneo per difendere non solo la propria o altrui incolumità, ma anche i beni propri o altrui”.

Sostanzialmente la legge n. 59 del 13 Febbraio 2006 costituiva una modifica all’articolo 52 del codice penale in materia di diritto all’autotutela che autorizza a reagire in caso di reale pericolo, purché la reazione sia proporzionata all’entità della minaccia, sia in casa che nella propria attività commerciale.

Giacché la legge è stata approvata l’eccesso di difesa non costituirebbe più reato.

All’epoca dell’emendamento ferrea fu la reazione del vicepresidente della commissione Giustizia della Camera e coordinatore politico dei Verdi, Paolo Cento che commentò: “L’approvazione della nuova norma introduce nel nostro ordinamento un vero e proprio principio da far-west che delega l’uso della forza ai cittadini con l’unico risultato certo di aumentare i rischi per l’incolumità delle persone a cominciare dalle stesse vittime dei reati”.

A dargli man forte il deputato dei Ds e membro della commissione giustizia della Camera dei Deputati:Marcella Lucidi: “[…] questa maggioranza tenta di rispondere approvando una legge pericolosa che invita i cittadini a fare da soli perché lo Stato non sa e non può difenderli”.

Di diverso parere l’Udc e le vittime di furti, rapine, violazioni di domicilio, secondo cui la risoluzione intende proteggere le vittime e non gli aggressori, cui la legge italiana riserva un trattamento iniquo a scapito dei cittadini.

Senonché la notizia – diffusa dal settimanale Panorama nel 2006 , è obsoleta tanto più che la legge in realtà non favorisce né incoraggia la difesa personale, così come hanno provato i recenti fatti di cronaca.

Si tratta in sostanza di una bufala, fintanto che la news è stata riciclata e diffusa dai social network, che hanno lasciato intendere – spacciandola per nuova -, che la legge fosse stata approvata di recente.

Il punto è che il riuso del materiale giornalistico comporta disinformazione e offusca le verità ufficiali, accrescendo l’ignoranza dei cittadini e fomentando allarmismi inconsistenti.