Local Tax: in arrivo la tassa unica comunale, ma non c’è sconto

Tasse

 

Il 2016 potrebbe portare con sé la Local Tax annunciata, qualche giorno fa, dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Di cosa si tratta? Di una tassa unica che dovrebbe inglobare tutte quelle che vengono destinate ai Comuni e che – è la tesi sostenuta da molti – potrebbe rendere più semplice la vita del contribuente.

Ad approfondire la faccenda è stata la Cgia di Mestre che ha calcolato che, tra Imu e Tasi (21,1 miliardi di euro), addizionale comunale Irpef (4,1 miliardi di euro), imposta sulla pubblicità (426 milioni di euro), tassa sull’occupazione degli spazi e delle aree pubbliche (218 milioni di euro), imposta di soggiorno (105 milioni di euro) e imposta di scopo (14 milioni di euro), il gettito totale si aggirerebbe intorno ai 26 miliardi di euro.

Ma occorre precisare una cosa: l’introduzione della Local Tax potrebbe sì rendere più agevole il pagamento delle imposte comunali, ma non per questo alleggerirle. In pratica, si pagherebbe con più facilità, ma non di meno.

L’eventuale semplificazione della tassazione comunale –ha commentato il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – renderebbe più facile pagare le tasse: una richiesta che i cittadini e le imprese invocano da tempo. Ma oltre a semplificare – ha sottolineato il rappresentante degli artigiani – bisogna anche ridurne il peso, visto che a partire dal 2011, ultimo anno in cui gli italiani hanno pagato l’Ici, la tassazione su botteghe, piccoli negozi e uffici ha subito un’impennata spaventosa, a causa dell’introduzione dell’Imu e, successivamente, della Tasi”.

Nel dettaglio: dal 2011 al 2014, botteghe e negozi hanno subito un aggravio fiscale del 108%, gli uffici del 105%, i laboratori dell’81% e i capannoni del 66%. Una vera e propria “stangata” che ha portato 2,2 miliardi di euro in più nelle casse dei sindaci.