OpenPolis: pochi incarichi alle donne in politica

Ministre governo Renzi

 

“La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”: così recita l’articolo 37 della nostra Costituzione celebrando un’eguaglianza tra i sessi che, in Italia, non è ancora stata raggiunta. A darne riprova, il minidossier confezionato da OpenPolis che ha passato in rassegna le “quota rosa” della politica e dell’impresa italiane rimarcando quanto già noto a tutti: alle donne non vengono concesse le stesse opportunità degli uomini.

Limitandoci ad analizzare la realtà politica, basti pensare che solo il 21% degli incarichi presi in esame da OpenPolis risulta ricoperto da una donna. Eppure le cose sembrano avviarsi verso la strada giusta, visto che l’attuale Parlamento è costituito, per il 30%, da donne e l’attuale governo vanta una percentuale importante di ministre. Più precisamente: al momento dell’insediamento, Matteo Renzi aveva preteso che metà della sua squadra fosse “rosa”, ma le cose sono cambiate col passare del tempo. Le dimissioni delle ministre Federica Mogherini e Maria Carmela Lanzetta hanno, infatti, contribuito a ridimensionare il fenomeno, facendo precipitare le quotazioni del “gentil sesso” governativo dal 50 al 27%.

Tornando al Parlamento: se è vero che Laura Boldrini è riuscita a sedersi sullo scranno più alto della Camera dei deputati (prima di lei, solo Nilde Iotti e Irene Pivetti), è altrettanto vero che gli incarichi di prestigio riservati alle donne nelle commissioni parlamentari sono, però, pressoché inesistenti: al Senato solo due sono presiedute da donne e alla Camera addirittura una.

E come va nel resto del Paese? Non troppo bene. Stando allo screening di OpenPolis, infatti, i presidenti di Regione donna sarebbero il 10% del campione nazionale (proprio come i presidenti di Provincia), mentre le donne sindaco rappresenterebbero il 13% del totale.

Per farsi un’idea di quanta strada occorra ancora percorrere, può essere utile guardare agli altri Paesi europei. I Parlamenti della Svezia e della Finlandia sono costituiti per il 44% e il 42% da donne e anche in Spagna e in Slovenia, la quota delle parlamentari è degna di nota: rispettivamente 41% e 38%. Quanto alle donne al governo che in Italia sono il 40%, il primato va riconosciuto alla Finlandia (62,5%), seguita da Francia e Svezia (50%) e dalla Slovenia (43,75%). Maglia “nerissima”, invece, per la Grecia e l’Ungheria i cui governi sono interamente costituiti da uomini.