Messina: 8 persone bloccate per traffico minorile e induzione alla schiavitù

Poco più di una settimana fa i carabinieri traffico-di-bambini-un-criminedel comando provinciale di Messina  ha tratto in arresto una coppia di messinesi, da anni residenti in Svizzera, mentre si apprestavano ad accogliere nella loro famiglia un bimbo rumeno di otto anni, acquistato per 30mila euro lo scorso 17 Gennaio.

Al momento della consegna, i carabinieri coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Messina, erano intervenuti bloccando lo scambio e fermando altre persone, in totale otto tra organizzatori, intermediari, gli stessi coniugi messinesi e la madre ed un fratello del bambino, tutti accusati di traffico minorile e induzione alla schiavitù.

Il reato è stato sventato per caso. Di fatto i carabinieri erano impegnati in una indagine nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di auto rubate.

I militari avevano intercettato le conversazioni telefoniche che intercorrevano tra i responsabili dell’illecito e solo in un secondo momento erano giunti a capire che l’oggetto dello scambio, che i farabutti chiamavano “pacchetto”, non era un’autovettura, bensì un minore di nazionalità rumena.

Durante gli interrogatori i famigliari del piccolo hanno riferito agli inquirenti di non aver esitato a cedere il congiunto in quanto versano in gravi situazioni di indigenza.

Il comandante provinciale dei carabinieri di Messina, il colonnello Stefano Spagnol, dopo aver espresso il suo sgomento,  ha assicurato: «il bambino sta bene e adesso si trova in una struttura assistenziale di Messina».

Il traffico di minori è un fenomeno largamente diffuso in molte regioni del mondo.

Secondo il National Crime Records Bureau in molti casi i bambini soli o rimasti orfani vengono rapiti durante la notte, o prelevati nelle loro case, con o senza il consenso delle famiglie, per essere venduti nel mercato del lavoro minorile, della prostituzione o del turismo sessuale.

Molti altri, come in questo caso, vengono venduti a famiglie desiderose di avere figli che vogliono eludere le lungaggini burocratiche previste per le adozioni.

Alcuni genitori affidano i propri figli in buona fede a mediatori che promettono loro di affidarli a famiglie benestanti che potrebbero garantire loro una vita agiata e un futuro dignitoso.

L’Unicef, ha istituito numerosi programmi a supporto dei minori vittime del traffico di esseri umani e la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia definisce le forme di protezione speciale a loro destinate.

Al momento non esistono statistiche attendibili circa l’entità del fenomeno che tuttavia sembra essere in continua crescita perché, tra le attività illegali, questa è la più redditizia.

La lotta da parte di moltissime organizzazioni mondiali e delle forze dell’ordine è strenua, ma si è ancora ben lontani dal poter sanare ciò che a giusta ragione può definirsi una piaga aperta per l’umanità intera.