Censis: metà Italia boccia la Pubblica amministrazione

Pubblica amministrazione

 

Più di un italiano su due (il 50,5% del campione interpellato) pensa che la pubblica amministrazione funzioni male. E la percentuale sale al 59%, se ad essere interpellati sono cittadini del Sud. Ma c’è anche chi promuove i nostri uffici pubblici: peccato si tratti, però, solo dell’1% degli intervistati.

Dalla recente ricerca “La composizione sociale dopo la crisi” realizzata dal Censis, la Pubblica amministrazione ne esce, insomma, con le ossa rotte. Anche perché il 63,5% degli italiani interpellati ha aggiunto di non aver notato miglioramenti, nel corso dell’ultimo anno e il 21,5% ha addirittura parlato di un ulteriore peggioramento. Più clemente, invece, il giudizio del 15% degli intervistati che ha scorto segnali di miglioramento nella macchina pubblica del Paese.

Ma il Censis ha tentato di andare oltre chiedendo agli italiani di suggerire qualche “ricetta” che possa rendere più efficiente la Pubblica amministrazione. Il 45,3% degli intervistati non ha mostrato dubbio alcuno: per farla funzionare bene, occorre, innanzitutto, punire i corrotti e introdurre regole più severe che consentano di licenziare i leggendari “fannulloni”. Per il 34,7% bisogna, invece, puntare sulle “giovani leve” favorendo l’assunzione di dirigenti dinamici e capaci. Il 22,1% degli intervistati è, invece, convinto che occorra equiparare la condizione del lavoratore pubblico a quella del privato (rendendolo dunque licenziabile) mentre il 19,3% ha suggerito di premiare (con uno stipendio più alto) i più meritevoli.

Sembrerebbe quindi che gli italiani abbiano iniziato a cambiare verso. E che pretendano che le cose vengano fatte nel modo giusto, soprattutto negli uffici pubblici. Ma a guardare bene, non è proprio così. Nonostante molti connazionali si dicano indignati per gli episodi di corruzione che continuano a coinvolgere alcuni funzionari pubblici, non disdegnano, però, di agevolarli per primi. Come? Nel più classico dei modi: oltre 4 milioni di italiani interpellati dal Censis hanno, infatti, confessato di aver fatto ricorso a una raccomandazione per ottenere un’agevolazione nella pubblica amministrazione. Per non parlare dei quasi 800 mila connazionali che hanno addirittura fatto un regalo a un dirigente o un dipendente pubblico per ottenere in cambio un favore.