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Abi-sindacati: è rottura su rinnovo contratto bancari

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Bancari

 

Il tavolo sul rinnovo del contratto dei bancari non ha prodotto risultati positivi. Anzi: le posizioni dei contraenti – sindacati e banchieri riuniti sotto la sigla dell’Abi (Associazione bancaria italiana) – sembrano essere così distanti da prefigurare nuove tensioni.

Questi i fatti: le sigle sindacali hanno ieri accusato l’Abi di volersi occupare unicamente dell’aspetto economico del negoziato trascurando completamente quello occupazionale. Per i sindacati, infatti, ben 20 mila addetti del settore rischiano di perdere il posto di lavoro, con buona pace delle banche che sull’argomento non vorrebbero impegnarsi troppo. Ma perché? “La richiesta dei sindacati di tutelare tutti i 309 mila addetti del settore è un po’ strumentale perché sanno già che non è realizzabile”, ha tagliato corto il banchiere Alessandro Profumo.

La versione dei banchieri confligge con quella dei rappresentanti dei lavoratori perché parte (ovviamente) da un punto di vista diverso. Quello di chi osserva che il quadro generale cambiato (9 punti di Pil in meno in 7 anni) non consente più di dare sicurezze sul fronte occupazionale. Ad aggiungere un ulteriore elemento è stato il direttore dell’Abi, Giovanni Sabatini“Con le nuove regole di Vigilanza – ha spiegato – c’è un mondo completamente nuovo e la tutela dell’occupazione passa attraverso la sostenibilità delle banche”. 

Ma i sindacati non ci stanno: “Chiedono che i lavoratori contribuiscano al risanamento – ha detto Paolo Romani di Fiba Cisl – ma le sofferenze delle banche sono responsabilità di chi le ha gestite”. Da qui l’idea di avviare iniziative di protesta che potrebbero portare a nuovi scioperi.

 

 

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