Scuola: sindacati sul piede di guerra, Governo arrogante

Sindacati scuola

 

La scuola che il governo Renzi vuole costruire con gli strumenti indicati nel ddl approvato lo scorso 12 marzo in Consiglio dei ministri non piace affatto ai sindacati. Che trovano quanto mai inappropriata quella sigla – “La buona scuola” – su cui il premier ha scelto di puntare, soprattutto a livello mediatico.

Ma al di là dei nomi, a non convincere le sigle sindacali e molti dei lavoratori della scuola sono i contenuti del disegno di legge. Per questo Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e Gilda si sono incontrati ieri a Roma: per manifestare il loro malcontento davanti a Montecitorio, sotto una pioggia battente che non ha concesso loro tregua. Tra i punti più contestati, quello che riguarda i precari. I sindacati chiedono che ad essere stabilizzati siano non solo i docenti presenti nelle graduatorie a esaurimento e in quelle di merito, ma anche quelli che hanno già svolto 36 mesi di servizio.

Ma a impensierire i sindacati e molti insegnati è anche lo “strapotere” che il ddl vorrebbe riconoscere ai presidi e che, a loro avviso, dovrebbe, invece, essere controbilanciato dagli organi collegiali delle scuole. E cosa dire della situazione del personale Ata (molti collaboratori alla soglia dei 60 anni sono ancora precari) che la riforma ha scelto di trascurare completamente? Per non parlare del rinnovo del contratto nazionale degli insegnanti che (come tutti quelli della pubblica amministrazione) è fermo da 7 anni.

“La saga di annunci del Governo non ha niente a che vedere con la scuola di tutti i giorni – ha affondato il segretario della Cisl Scuola, Francesco Scrima – Con autosufficienza e arroganza, il Governo ha deciso di fare di tutto e di più da solo”.

I sindacati non si fermano e, in attesa che il testo venga calendarizzato nelle commissioni per poi essere discusso (ed eventualmente “emendato”) in Aula, hanno annunciato una grande manifestazione congiunta che si svolgerà il prossimo 18 aprile a Roma.