Censis: sette italiani su 10 connessi, ma i meno giovani preferiscono la tv

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:37

Internet

 

Come è cambiata la comunicazione negli ultimi 10 anni? A dircelo è il 12° Rapporto confezionato dal Censis- Ucsi che ha messo a fuoco interessanti trasformazioni nella galassia dei media.

Più di sette italiani su dieci, nel 2015, utilizzano regolarmente Internet, ma solo il 5,2% di loro (una percentuale davvero esigua) si connette con banda ultralarga. E se il 50,3% della popolazione ha aperto un profilo su Facebook (il 77,4% non ha compiuto i 30 anni), il 42% è solito visionare o caricare video su Youtube e il 10,1% non rinuncia a “cinguettare” su Twitter.

E i mezzi tradizionali? La televisione resta la “regina” incontrastata, con il 96,7% della popolazione a seguirla, ma va benissimo anche alla radio ascoltata dall’83,9% degli italiani. E in crescita risulta anche il pubblico delle web tv che ha raggiunto quota 23,7% (+1,6% rispetto al 2013) e quello della mobile tv attestatosi all’11,6% (+4,8%), mentre le tv satellitari vantano un’utenza pari al 42,2% della popolazione.

E veniamo agli smartphone entrati in possesso di più della metà della popolazione italiana: il 52,8%. E ai tablet che, se fino a qualche anno fa erano oggetti scarsamente diffusi, adesso sono nella disponibilità del 26,6% dei nostri connazionali.

In questo scenario mutato – che sembra premiare la “digitalizzazione” della comunicazione – a uscirne male sono i vecchi giornali di carta che hanno perso l’1,6% dei lettori rispetto al 2013. In crescita del 2,6%, invece, i fruitori dei quotidiani online e del 4,9% quelli dei portali web d’informazione. Ma gli italiani hanno anche continuato a leggere di meno: solo il 51,4% del campione nazionale ha, infatti, dichiarato di aver letto almeno un libro all’anno. E neanche gli e-book sembrano per il momento sfondare, visto che a leggerli è stato solo l’8,9% degli intervistati.

Ma come si informano gli italiani? Attraverso i telegiornali (premiati dal 76,5% della popolazione), i giornali radio (scelti dal 52%), i motori di ricerca su Internet (ai quali si affida il 51,4% degli italiani), le tv all news (che hanno conquistato il 50,9% della popolazione) e Facebook (scelto dal 43,7% dei connazionali). Per quanto le differenze tra i giovani e i meno giovani siano davvero notevoli. Se i nonni e i genitori continuano, infatti, a informarsi accendendo la tv, i loro nipoti e figli lo fanno, invece, collegandosi a Internet e preferendo Facebook a Google.

I dati raccolti dal Censis hanno dimostrato che Internet è diventata, insomma, una risorsa irrinunciabile per molti italiani. Il 60,4% di loro lo utilizza per la ricerca di strade e località, il 56% si informa su aziende, prodotti o servizi e il 46,2% riesce a evitare la coda in banca portando a termine le operazioni con un semplice click. Ancora: il 43,9% dei “connessi” ascolta musica, il 43,5% fa acquisti sulla Rete e il 25,9% guarda film in streaming. Il 18,4%, infine, cerca lavoro, il 16,2% telefona tramite Skype mentre il 17,1% (una percentuale ancora troppo bassa) sbriga pratiche con gli uffici pubblici collegandosi da casa.

E non si creda che l’uso capillare della Rete sia in contrapposizione con le ristrettezze economiche con cui molti italiani hanno dovuto (e continuano a) fare i conti. Anzi: l’accesso a Internet ha favorito quello che il Censis ha definito la “disintermediazione digitale”, ovvero la possibilità di fare molte cose da sé, risparmiando tempo e denaro.

 

 

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