Confcommercio: C’è cauto ottimismo, ma il Sud resta indietro

Carlo Sangalli

 

A sentire Confcommercio, il tempo avvenire riserverà solo buone notizie. Nella nota sullo scenario economico 2015-2016 realizzata dall’Ufficio Studi della confederazione, infatti, il Pil è stimato in crescita dell’1,1% per l’anno in corso e dell’1,4% per l’anno prossimo.

Dati positivi che fanno il paio con i numeri sull’occupazione che dovrebbe, finalmente, tornare a crescere. Nel dettaglio: i tecnici di Confindustria prevedono un aumento di circa 83 mila occupati nel 2015 e di 96 mila occupati nel 2016. Con conseguenze positive anche sul fronte dei consumi che dovrebbero salire dell’1,2% quest’anno e dell’1% nel 2016.

Ma cosa compreranno gli italiani? Secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, i consumi interesseranno sopratutto le telecomunicazioni, l’elettronica di consumo e l’informatica domestica. Ma anche l’alimentazione fuori casa, gli alberghi, i trasporti, i viaggi e, in maniera meno marcata, l’abbigliamento e le calzature. Per effetto del migliorato clima di fiducia, più connazionali potrebbero, insomma, cedere alla tentazione di acquistare un paio di scarpe o un vestito notati in vetrina.

Fin qui solo buone notizie. Ma non illudiamoci: anche l’ottimistica fotografia scattata dalla Confcommercio contempla “zone d’ombra”. Che si concentrano nel Sud del Paese dove gli indicatori risultano ben meno incoraggianti. A parte il tasso di disoccupazione, che nelle regioni del Mezzogiorno è notevolmente più alto (21%) di quello rilevato al Nord (9%), a preoccupare sono il Pil (che dovrebbe rimanere stabile) e i consumi per i quali Confcommercio prevede una flessione dell’1,5% circa.

Discorso a parte merita poi l’Expo ormai alle porte. Stando ai calcoli dell’Ufficio Studi di Confcommercio, l’evento milanese porterà in Italia 2,5 miliardi di euro che impatteranno positivamente sia sul Pil (facendolo aumentare dello 0,2%) che sui consumi (che saliranno dello 0,3%). E proprio all’Expo e al Giubileo straordinario annunciato qualche settimana fa da Papa Francesco, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha fatto esplicito riferimento per rimarcare l’importanza di potenziare il turismo nazionale. Si tratta di un comparto che non può essere relegato in posizione subalterna – ha detto – ma deve essere trattato e considerato nelle politiche economiche come un driver potente, da sostenere e valorizzare adeguatamente, per una maggiore produttività dell’intero Paese e, in particolare, del Mezzogiorno, vera nota dolente rispetto a una prospettiva di crescita”.

Ancora: per agganciare la ripresa che sembra affacciarsi anche in Italia, Sangalli ha ricordato che occorre “abbassare le tasse e ridurre la spesa pubblica improduttiva”.