Eurostat: un’ora di lavoro in Italia costa più di 28 euro. Ma a pesare tanto sono i contributi

Lavoratori

 

Quanto costa un’ora di lavoro alle imprese europee? A fornire la risposta è stata l’Eurostat, che ha messo a fuoco differenze marcatissime tra i vari Paesi membri.

Partiamo dalla differenza tra Ue ed Euro zona: il costo medio del lavoro nei 28 Paesi aderenti all’Unione è di 24,6 euro mentre nei 19 Paesi che hanno adottato la moneta unica è di 29,2 euro. E in Italia? Un’ora di lavoro costa a un imprenditore nostrano 28,3 euro (più della media europea e meno di quella dell’area Euro).

Ma come già accennato, le differenze tra i Paesi sono notevoli. Se in Bulgaria, per dire, il costo di un’ora di lavoro è di 3,8 euro; in Danimarca, invece, è di 40,3 euro. E se in Romania è di 4,6 euro; in Belgio è di 39,1 euro. Ancora: tra i Paesi più “cheap” (dal punto di vista del costo del lavoro), vanno menzionati la Lituania (6,5 euro) e la Lettonia (6,6 euro), mentre tra i più “expensive” la Svezia (37,4 euro) e il Lussemburgo (35,9 euro).

Tra il 2013 e il 2014, inoltre, i maggiori aumenti (del costo del lavoro) si sono registrati in Estonia (+6,6%), Lettonia e Romania (+6%), Slovacchia (+5,2%), Lituania e Polonia (+3,5%) e Ungheria (+3,3%). Mentre il costo del lavoro è sceso a Cipro (-2,8%), in Portogallo e in Croazia (-0,8%) e in Irlanda (-0,2%).

E quanto incidono i costi non salariali (come i contributi) su quello totale? In Paesi come il nostro, molto: il 28,2%. Peggio di noi fanno solo la Francia (33,1%) e la Svezia (31,6%). Mentre la media Ue si ferma al 24,4% e quella della zona Euro supera di poco il 26%.