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Italo non va più veloce: 248 dipendenti in mobilità

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Italo

 

L’incontro tra i sindacati e i vertici di Ntv (l’impresa ferroviaria del treno Italo) non è andato bene. Dopo circa 5 ore di confronto, i dirigenti hanno scelto di interrompere le discussioni annunciando la mobilità per 248 persone.

La rottura si è consumata su un punto dirimente: la durata dei contratti di solidarietà che per Ntv doveva essere quinquennale (con verifiche ogni due anni) e per i sindacati biennale, come previsto dalla legge. Il sindacato – hanno scritto in una nota congiunta Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl Taf e Fast Ferrovie – non può sottoscrivere accordi contrari alla legge e neppure subire ricatti“. 

“Durante tutti gli incontri – hanno rincarato le sigle sindacali – le segreterie nazionali hanno dichiarato la propria disponibilità a concordare un contratto di solidarietà biennale con percentuale di riduzione media del 21%, con l’impegno di effettuare verifiche periodiche mirate al contenimento del costo del lavoro, pur di evitare le procedure di mobilità, proponendo anche soluzioni gestionali alle numerose problematiche emerse durante il confronto”.

Una disponibilità che, stando alla versione fornita dai sindacati, l’azienda non avrebbe voluto cogliere spingendoli su un terreno più “oltranzista” “Da domani (oggi per chi legge, ndr) – ha annunciato Alessandro Rocchi della Filt-Cgil – attiveremo, nostro malgrado, la procedura di legge per la dichiarazione del primo di una lunga serie di scioperi“. Mentre, salvo ripensamenti dell’ultima ora, il cda dell’azienda formalizzerà la messa in mobilità dei quasi 250 dipendenti.

 

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