Trasporto pubblico: 40 miliardi di euro per cancellare il gap con l’Europa

Car Sharing

 

Chi prende l’autobus, il treno o la metro, lo sa: il nostro sistema di trasporto pubblico non è dei più efficienti. E non va meglio a coloro che si spostano abitualmente in auto e che si ritrovano, sempre più spesso, imbottigliati nel traffico. A confermare il quadro, i risultati di un recente studio realizzato dalla AlixPartners, dal titolo “Nutrire la mobilità del futuro”. Dal quale emerge, con evidenza, che il nostro sistema di mobilità non regge il confronto con gli altri Paesi europei.

Ma quali sono i “difetti” individuati dalla AlixPartners e presentati ieri, nel corso della manifestazione “Forum Automotive” promossa a Milano? Le reti metropolitane e tranviarie obsolete, l’insufficienza del parco mezzi su gomma e rotaie e l’età media dei nostri mezzi pubblici che raggiunge gli 11,6 anni contro i 7 degli altri Paesi europei.

Il gap che ci separa dal resto del Continente (quello che si sposta con più agilità) è stato quantificato in 40 miliardi di euro di investimenti. Una cifra importante che, secondo lo studio, se venisse stanziata, potrebbe avvicinarci agli standard degli altri Paesi europei. Nello specifico: 20 miliardi dovrebbero essere investiti per sviluppare le nostre infrastrutture9,5 miliardi per adeguare il parco mezzi e 10 miliardi per promuovere una mobilità urbana più sostenibile. Come? Potenziando la circolazione di veicoli elettrici e dando sempre maggior risalto alle modalità di guida alternative come il car sharing (che conta ormai più di 5 milioni di utenti nel mondo) e il car pooling che prevede la condivisione di un’automobile da parte di persone che devono raggiungere la stessa destinazione.

L’obiettivo da centrare è, insomma, quello della “smart mobility”, ossia di una mobilità intelligente e sostenibile (più rispettosa dell’ambiente). Anche perché, stando ai calcoli della AlixPartners, le ore che perdiamo nel traffico sono davvero tante, 62 in un anno, e rischiano di crescere fino a 106 nel 2050. Con serie ripercussioni sull’inquinamento e sulla qualità delle nostre vite.