Carni più sicure: etichettatura obbligatoria per suini, ovini e caprini

Carni etichettate

 

Addio all’acquisto inconsapevole delle carni suine, ovine, caprine e dei volatili. Da ieri il Regolamento europeo che impone l’indicazione del Paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche o congelate è, infatti, entrato in vigore. Cosa vuol dire concretamente? Che sulle confezioni di carni che acquistiamo abitualmente al supermercato troveremo il nome del Paese in cui l’animale è stato allevato e macellato, diventando così più consapevoli di ciò che portiamo a tavola.

Questa positiva novità introdotta dall’Europa – ha commentato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo  è una tappa di un lungo percorso per garantire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori”. Un percorso iniziato nel 2002, dopo l’emergenza della “mucca pazza” che portò all’obbligo di indicare la varietà e la provenienza delle carni bovine. E continuato nel 2003, con l’etichettatura dell’ortofrutta fresca, e nel 2004, con l’identificazione delle uova e l’indicazione del Paese in cui il miele veniva raccolto. E poi ancora l’indicazione obbligatoria della zona di mungitura per il latte fresco (nel 2005), l’obbligo di etichettatura per il pollo Made in Italy (2005) e per la passata di pomodoro (2008) e l’indicazione dell’origine delle olive impiegate per fare l’olio (introdotta nel 2009).

Ma molte cose restano ancora da fare. L’etichettatura obbligatoria – che, lo ricordiamo, permette al consumatore di sapere dove è stato allevato, nutrito e macellato l’animale con cui è stato realizzato il prodotto che sta per mettere nel carrello della spesa – resta un traguardo da raggiungere per le carni di coniglio e quelle di cavallo. E per le carni di maiale utilizzate per la preparazione dei salumiL’Italia che nell’alimentare ha conquistato primati qualitativi e sanitari – ha ricordato Moncalvo – deve essere capofila nell’Unione Europea nel sostenere le politiche di tutela della sicurezza alimentare che sono al centro dei lavori dell’Expo”.