Contratti rinnovati per bancari e commercianti

Contratti

 

Qualcosa è (positivamente) cambiato per i bancari, i commercianti e i lavoratori dei servizi italiani i cui contratti nazionali sono stati rinnovati nei giorni scorsi.

Partiamo dal contratto del settore terziario (che coinvolge appunto il commercio e i servizi): la nuova versione firmata da Confcommercio e dai sindacati di categoria prevede un aumento di 85 euro in busta paga per oltre 3 milioni di lavoratori. E si incardina su una nuova idea di flessibilità degli orari. In pratica, il datore di lavoro potrà chiedere (senza troppo preavviso) ai propri dipendenti di lavorare di più – 44 ore a settimana anziché 40 – nei periodi di maggiore intensità, come le feste, senza pagare loro lo straordinario. In cambio i lavoratori potranno chiedere e ottenere di recuperare le ore in surplus nel corso dell’anno, avendo cura di farlo nei periodi di minore intensità.

E 85 euro in più entreranno anche nelle tasche dei bancari, grazie all’accordo che – dopo lunghe discussioni – è stato raggiunto dall’Abi e dai sindacati. Il contratto rinnovato, che scadrà a dicembre del 2018, coinvolge una platea di 309 lavoratori e garantisce il mantenimento di tutte le tutele contemplate nel precedente contratto relative ai profili professionali, all’area contrattuale e agli scatti di anzianità.

Dove sta la novità allora? A parte l’aumento in busta paga, il nuovo contratto prevede anche l’istituzione di una piattaforma per l’occupabilità pensata per favorire il ricollocamento dei bancari che hanno perso il posto di lavoro. Non solo: le banche hanno ottenuto anche il ricalcolo del Tfr (Trattamento di fine rapporto) che sarà meno oneroso mentre il salario d’ingresso per i giovani assunti aumenterà dell‘8%.