Cna: le pmi italiane? Innovative ed eco-friendly

Innovazione

Il conto della crisi, nel nostro Paese, è stato (e continua a essere) salatissimo. E a rimetterci sono state soprattutto le piccole e medie imprese che, però, stando a quanto osservato dalla Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della pmi), hanno dimostrato spiccate capacità di resilienza.

Il dossier “Le Pmi e la sfida della qualità” realizzato in collaborazione con la Fondazione Symbola ha, infatti, svelato l’esistenza di una piccola e media imprenditoria italiana che non ha paura di scommettere sul futuro. E che spesso riesce a vincere le sfide più difficili, puntando su innovazione, qualità, creatività e rispetto dell’ambiente.

Partiamo dalle piccole e medie imprese manifatturiere: quelle italiane sono le più produttive d’Europa tanto che il loro valore aggiunto, stimato in 77,3 miliardi di euro, rappresenta oltre il 22% di quello riferibile all’intero Continente. Si tratta di un primato assoluto, che ci premia anche rispetto all’efficientissima Germania che riesce a produrre solo il 18,5% del valore aggiunto europeo.

E passiamo al capitolo innovazione: anche qui le pmi italiane (quelle che non contano più di 50 addetti) hanno fatto passi avanti importanti. Il nostro Paese è, infatti, il secondo in Europa (dopo la Germania), per numero di imprese che, negli ultimi 3 anni, hanno investito su processi innovativi che ne hanno determinato la crescita. Se la Germania ne vanta 90.395, il Bel Paese ne conta, infatti, quasi 65.500.

Ma grande attenzione le nostre piccole e medie imprese hanno destinato anche al rispetto dell’ambiente tanto che – stando a quanto certificato dalla Cna e dalla Fondazione Symbola – dal 2014, il 51% di esse ha almeno un “green job”. La percentuale più alta d’Europa, seguita a distanza dal Regno Unito (37%), dalla Francia (32%) e dalla Germania (29%). Per non parlare del primato europeo nell’industria del riciclo: le pmi dello Stivale sono riuscite a recuperare la quantità maggiore di rifiuti industriali prodotti, facendo anche meglio della Germania.

E, infine, la qualità sulla quale le nostre aziende non potevano non scommettere. Negli ultimi 10 anni, il valore dei nostri prodotti è cresciuto più di quello di tutti gli altri Paesi d’Europa, segnando un’impennata del 39% tallonato dal 36,4% del Regno Unito: Ancora: siamo il Paese europeo con il più alto numero di prodotti di qualità (255 contro i 196 della Germania e i 193 della Francia). Beni di ogni tipo, che non coinvolgono solo (come è ovvio aspettarsi) i prodotto agroalimentari, ma anche borse e calzature. Ed elicotteri, pianoforti a coda e violini, vasche da bagno in ghisa, pneumatici per biciclette e, persino, bastoni per golf.