Ganja Fiction: il film indipendente di Mirko Virgili

LOCANDINA Ganja Fiction The Movie 2015

Ganja Fiction di Mirko Virgili è un’esperienza vertiginosa dove realtà e finzione sono separate da un filo invisibile.

Un’antica leggenda racconta di un dio che rifugiatosi in un bosco di canapa ne rimase colpito dall’inebriante odore…” Ma che meraviglia è questa frase che apre Ganja fiction, l’ultimo film indipendente del regista Mirko Virgili. Girato tra Roma e Amsterdam, racconta storie di violenza che si intersecano e ruotano attorno alla marijuana. Sesso, sangue, droga, morte, omofobia sono gli elementi principali che compongono il film. Ispirato alla narrativa pulp, cinico e sarcastico, Ganja segue una cronologia frammentata e una struttura circolare che ti lascia inchiodato alla poltrona. Personaggi inverosimili e situazioni al limite della trasgressione la fanno da padrona.

Attraverso strani incroci del destino, le vite dei personaggi si intersecano. Sasà, (Renato Solpietro)  e Becchino (Andrea De Rosa), spalleggiati dalla bella Bianca (Crisula Stafida), si infilano in un guaio dietro l’altro passando per le mani del cattivissimo Varano (Ernesto Mahieux) fino a scontrarsi con Mr. Nice (Francesco Venditti), coltivatore di marijuana senza scrupoli. Intorno a loro ruotano tanti personaggi, tutti diversi e la storia finisce dove in realtà ha inizio. O almeno così sembrerebbe.
Il film è diretto da Mirko Virgili, (autore, insieme ad altri cinque registi indipendenti, del film horror P.O.E. Pieces Of Eldritch) e sceneggiato da Guido Ludovici, e verrà distribuito gratuitamente (sotto il link per vederlo) a partire dal 6 aprile nelle maggiori piattaforme web al fine di accrescere consapevolezza e sensibilizzare nuovo pubblico verso il cinema indipendente.

Ganja è un innovativo progetto filmico che vanta la presenza di attori del calibro: Andrea De Rosa, Renato Solpietro, Ernesto Mahieux, Edoardo Pesce, Crisula Stafida, Francesco Venditti, G MAX, Remo Remotti, insieme ad attori meno famosi ma dalle interpretazioni sorprendenti. Accanto alla straordinaria coppia De Rosa- Solpietro, vi è formidabile e incredibilmente veritiera performance dei tre poliziotti corrotti: Fabrizio Sabatucci (Mago), Marco Mancini (Spettro) Pier Francesco Botti (Mocio).  La colonna sonora è stata curata dal giovane compositore Emanuele Bossi. Ma tra droga, omofobia e sbirri corrotti, solo una cosa resta. Quella che poi è la cosa più importante: “Qualcuno a volte se lo dimentica, ma c’è una cosa che si chiama vita”.