Whirpool ci ripensa: 1.350 dipendenti Indesit a rischio

Whirpool Indesit

 

Il piano presentato ieri dai dirigenti della Whirpool – il colosso americano che ha acquisito la Indesit – non fa dormire sogni tranquilli a molti lavoratori italiani. Soprattutto agli 800 dipendenti dello stabilimento di Carinaro (in provincia di Caserta) che rischia concretamente di chiudere i battenti. Ma gli esuberi potrebbero essere molti di più, 1350 in totale. Con buona pace di quell’accordo con cui la Whirpool, nel 2013, si era impegnata a non licenziare fino al 2018.

Una promessa a cui gli statunitensi non avevano, evidentemente, dato troppo credito, se è vero che, oltre allo stabilimento di Carinaro, hanno in progetto di dismettere anche il polo strategico e di ricerca di None (in provincia di Torino), che dà lavoro a 90 persone, e di trasferire i 600 dipendenti della fabbrica di Albacina (in provincia di Ancona) a Merano.

I sindacati sono sul piede di guerra. Lunedì prossimo incontreranno l’azienda, in un faccia a faccia che si preannuncia “ad alta tensione”. Ma anche a Roma, la reazione all’annuncio della Whirpool è stata stizzita. “Il governo farà di tutto per salvaguardare i posti di lavoro del gruppo Whirlpool in Italia – si legge in una nota diramata dal ministero dello Sviluppo economico – Il governo ha subito chiesto e ottenuto l’impegno dell’azienda a rispettare quanto stabilito nell’accordo del 2013 sull’acquisizione della Indesit, che escludeva qualsiasi licenziamento unilaterale fino al 2018″.

Ma c’è anche un risvolto positivo: il piano che ha seminato il panico tra i dipendenti della ex Indesit prevede anche un corposo investimento di 500 milioni di euro. E il rientro di alcune linee di produzione in Italia. Un vero e proprio paradosso, alla luce degli oltre 1.300 esuberi paventati.