Confesercenti: le imprese del centro storico bocciano le tasse

Negozi

 

Il nemico numero uno dei negozianti dei centri storici? Il fisco. A certificarlo una recente indagine realizzata dalla Confesercenti, che ha interpellato le imprese turistiche e commerciali  presenti nel “cuore” delle città.

Per l’81% di loro, negli ultimi 5 anni, è stato, infatti, l’aumento della tassazione a compromettere, in maniera più pesante, gli incassi. Ma a incidere è stato anche il graduale spostamento della clientela verso i centri commerciali (problematica segnalata dal 54% degli intervistati), la burocrazia (indicata dal 43%) e il caro-affitti (38%). E non è mancato chi ha parlato dei problemi connessi all’accessibilità, al trasporto e alla sosta (26%), chi ha puntato il dito contro il fenomeno dell’abusivismo commerciale (22%), chi ha segnalato l’incremento della criminalità (17%) e chi, infine, ha riconosciuto nel deterioramento della qualità ambientale e della vivibilità del centro storico l’ostacolo più grande per la propria attività (11%).

E quando è stato loro chiesto di esprimere un giudizio sugli interventi fatti dalle amministrazioni per rilanciare i centri storici, il riscontro è stato quasi sempre impietoso: il 74% degli esercenti li ha definiti insufficienti, il 18% sufficienti e solo l’8% li ha ritenuti buoni.

“La combinazione tra l’aumento del peso del fisco e lo spostamento della clientela verso la la grande distribuzione – ha osservato il segretario generale Confesercenti, Mauro Bussoni ha accelerato le chiusure delle imprese dei centri storici”. “Ci sono oggi in Italia migliaia di  locali sfittiha continuato – a causa della cessazione di negozi, bar e ristoranti che li occupavano. Non possiamo lasciare che la desertificazione proceda ulteriormente. Attività commerciali e turistiche non sono solo una barriera al degrado cittadino, ma anche un volano per l’industria turistica e il principale veicolo attraverso il quale la spesa dei visitatori ricade sul territorio. Le serrande abbassate – ha concluso Bussoni – non sono la cartolina che vogliamo inviare. Intervenire si può, ad esempio potenziando ed estendendo a livello nazionale le defiscalizzazioni ed i canoni calmierati che favoriscono l’uso di  locali chiusi, come fatto da alcune Regioni per valorizzare e rilanciare i centri storici e i centri storici commerciali”.