OpenPolis: tra i politici è febbre di fondazioni poco trasparenti

 

Think Thank

 

La storia repubblicana è segnata da una sequela di partiti che, nel corso degli anni, sono nati, cresciuti e spesso anche scomparsi. Accanto ad essi vanno, però, ricordate anche le tante fondazioni che, in maniera più o meno esplicita, svolgono attività lobbistiche per centrare questo o quell’altro risultato. E per condizionare gli orientamenti di governi sempre più ondivaghi e malfermi. OpenPolis ne ha contate 60, metà delle quali nate tra il 2000 e il 2009.

Un vero e proprio boom di “pensatoi” (o per dirla all’inglese: “think tank”) che, nel 91,67% dei casi, organizzano convegni e seminari e, nel 56,67% dei casi, promuovono attività editoriali. E se vi state chiedendo da chi sono animate queste fondazioni, sappiate che a seguirle amorevolmente sono molto spesso i politici (36,71%), ma anche i professori universitari (35,5%) e gli imprenditori e i manager (11,62%). Senza trascurare la quota di giornalisti (3,76%) e quella di manager pubblici (3,35%) che investono sull’attività di queste “fucine di pensiero”.

Quanto agli orientamenti politici: il 31,67% di esse risulta vicino all’area di centrosinistra, mentre il 25% a quella di centrodestra; il 10% assume posizioni marcatamente di sinistra e il 6,67% si posiziona convintamente a destra. Ancora: il 15% delle fondazioni censite da OpenPolis si colloca al centro e l’11,67% può essere definito bipartisan.

E veniamo all’aspetto forse più interessante, ovvero al tasso di trasparenza che, nella quasi totalità dei casi, risulta ampiamente trascurato. Il 93,33% dei think thank presenti in Italia non ha, infatti, fin qui resi pubblici né l’elenco dei soci né i propri bilanci e il 98,33% si ostina a mantenere il riserbo sui nomi dei finanziatori.

Fanno eccezione la fondazione “Aspen” di Giulio Tremonti, “Italia decide” di Luciano Violante, “Human Foundation” di Giovanni Melandri e “Symbola” di Ermete Realacci, che hanno diffuso i nomi dei soci fondatori. E solo quattro sono anche le fondazioni che hanno rotto gli indugi sui bilanci: oltre alle già citate “Human Foundation” e “Symbola”, ci sono “Libertiamo” di Benedetto Della Vedova e “Open” di Matteo Renzi (la cui contabilità si ferma, però, al 2013). La fondazione guidata dal presidente del Consiglio è anche l’unica che ha, fin qui, diffuso (anche se parzialmente) i nomi dei suoi finanziatori.