Whirpool: è rottura coi sindacati che chiedono l’intervento del governo

Whirpool

 

L’incontro che si è svolto ieri tra i sindacati e i rappresentanti della Whirpool Italia è durato poco. I sindacati hanno, infatti, scelto di abbandonare il tavolo delle discussioni, non appena hanno capito che i vertici dell’azienda non erano disposti a trattare sui contenuti dell’ultimo piano industriale. Che prevede, tra le altre cose, 1.350 esuberi e la chiusura di due stabilimenti (a Carinaro e Albacina).

La Whirpool – che pur continua a dirsi disponibile a un confronto aperto e collaborativo – ha, infatti, parlato di “una scelta inevitabile, lasciando intendere che i margini per evitare i tagli prospettati sono pressoché inesistenti. Da qui la scelta dei sindacati di interrompere le discussioni e di chiedere aiuto al governo. Con un piccolo distinguo: la Fiom aveva, in un primo momento, deciso di rimanere al tavolo, salvo poi allinearsi alla posizione delle altre sigle sindacali: Fim, Uilm e Ugl, che – come detto – hanno invocato l’intervento del governo. Che non ha tardato ad arrivare: il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha infatti convocato per lunedì prossimo un nuovo incontro tra le parti coinvolte.

Ma nel frattempo sindacati e lavoratori non se ne staranno con le mani in mano. Anzi: Fiom, Fim, Uilm e Ugl hanno annunciato un pacchetto di 12 ore di sciopero da “consumare” entro il mese di maggio, secondo modalità che saranno definite a livello territoriale.