E-commerce: sempre più italiani acquistano da smartphone e tablet

Non si arredownloadsta in Italia l’espansione del commercio elettronico che, secondo i dati riportati nel corso del Netcomm eCommerce Forum di Milano, nel 2014 ha visto un incremento del 16%.

Nel mondo, a fine 2014, le vendite complessive di beni e servizi online si sono attestate intorno ai 1.840 miliardi di dollari e si stima che a fine 2015 saliranno fino a raggiungere i 2.100 miliardi.

Nella sola Europa le previsioni per il 2015 annunciano che il fatturato complessivo di beni e servizi acquistati tramite eCommerce, ammonteranno a 470 miliardi di euro.

Nel Vecchio Continente la popolazione di e-shopper supera attualmente i 230 milioni di individui e sono circa 2,5 milioni i posti di lavoro che l’eCommerce sta generando.

Nel 2014 i Paesi europei in testa alla classifica delle vendite online sono stati il Regno Unito con 122 miliardi di euro, la Germania con 70 miliardi e la Francia con 56,8.

La Ecommerce Foundation rivela che gli internauti prediligono gli acquisti mediante dispositivi mobili. Nel mondo il 75% degli utenti acquista online da smartphone e tablet.

In Italia un acquisto online su 4 avviene mediante smartphone. Nel corso dell’anno passato le vendite via web sono cresciute del 78% e attualmente stanno registrando un ulteriore incremento del 68%.

Nell’anno corrente si attesterà una ulteriore crescita del 15%, che porterà il mercato delle vendite online a superare i 15 miliardi di euro.

I settori maggiormente in crescita sono l‘informatica, con un incremento del 26%, l’abbigliamento (+23%), l’editoria e il cibo, che ottengono un +21%; il turismo segna un modesto +9%.

“Sempre più interlocutori, finalmente, iniziano a cogliere le opportunità che solo la rete è in grado di assicurare al nostro tessuto imprenditoriale, aiutando e sostenendo le aziende, le startup e i player internazionali”, esordisce Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano.

“Oltre ai numeri positivi – aggiunge Liscia -, […] va rimarcato che le imprese italiane che vendono online sono oggi solo il 4% del totale, l’accesso alla banda larga rimane carente e la copertura finanziaria per gli investimenti necessari sono ancora un interrogativo non risolto”, pertanto “l’appello va a tutte le istituzioni e forze politiche ed economiche perché agevolino le imprese e i consumatori nella loro vita digitale, semplificando da un lato processi e servizi e rendendo le normative fiscali e legali più rispondenti alla nuova economia digitale”.