Expo dei ritardi: completato solo il 21% dei lavori

Cantiere Expo 2015

 

Immaginate che, da qui a una settimana, vengano a trovarvi ospiti illustri. E che la casa che avevate deciso di ristrutturare, per accoglierli degnamente, sia ancora un cantiere aperto. Il panico potrebbe togliervi il sonno, ma quasi sicuramente non andrà così.

A gestire bene l’ansia sembra essere anche lo staff organizzativo di Expo 2015 che, a una settimana dalla partenza (le danze si apriranno venerdì prossimo 1 maggio), non sembra preoccuparsi troppo dei ritardi accumulati nei lavori. Laddove, infatti, transiteranno, a breve, capi di Stato e visitatori provenienti da ogni angolo della terra, si trovano al momento squadre di operai che lavorano alacremente (circa 20 ore al giorno) per tentare l’impossibile: portare a termine il progetto iniziale.

Ma le speranze sono ridotte al lumicino. Spulciando i dati pubblicati su Open Expo, si scopre, infatti, che il 65% dei lavori è ancora in corso, il 6% in corso di collaudo e il 6% sottoposto a verifiche contabili e amministrative. E quelli finiti? Sono solo il 21%. Come dire che, tornando all’esempio degli ospiti illustri di cui sopra, dovreste industriarvi per fare in modo che sostino solo nella parte ristrutturata della vostra abitazione, evitando di farli gironzolare per le stanze ancora in subbuglio. Che, per l’occasione, avrete però previsto di “accomodare” alla meno peggio, ricorrendo alla tecnica del camuoflage.

In pratica dei 54 padiglioni che compongono l’Expo, solo 30 sono stati ultimati. E tra questi, non compare quello italiano. Ma il commissario Giuseppe Sala non si dà per vinto: “Abbiamo la legittima speranza che tutti i padiglioni dei Paesi e i cluster saranno in condizione di essere aperti il giorno dell’inaugurazione – ha detto – e se sarà così sarà un grandissimo successo”. “Se qualcosa mancherà – ha aggiunto – stiamo parlando di cose non percepite dal visitatore”. Dunque, niente panico.